Papa Francesco

 

Il messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni: vieni e vedi, cerca le persone dove sono

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che cade oggi 16 maggio, istituita nel 1967, è giunta quest’anno alla sua 55esima edizione e, come sempre, il santo Padre la accompagna con un messaggio pubblicato a gennaio, nel giorno della memoria di san Francesco di Sales patrono dei giornalisti.
Francesco nel messaggio di quest’anno chiede che i giornalisti tornino a fare i giornalisti. Semplice e chiaro è l’invito, come nello stile di questo Papa che ci ha abituati a pochi giri di parole e all’essenzialità del messaggio.
“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono. È questo il tema che Francesco ha scelto per la 55esima edizione, e che richiama ad uno stile e a un comportamento che dovrebbero essere naturali per chi nel proprio lavoro è chiamato a riportare l’oggettività dei fatti e a raccontare ciò che i propri occhi vedono e le proprie orecchie ascoltano. Ma è una pratica che sembra smarrita, grazie a redazioni sempre più virtuali in cui ci si limita a fare da amplificatori a quelle notizie e a quelle opinioni che già spopolano su web e social, sicuri che un ulteriore richiamo ad esse attirerà qualche lettore incuriosito.
Francesco invita invece a “consumare le suole” delle scarpe per cercare ciò che è più nascosto, sapendo che spesso questa mancanza dipende dalla generale crisi in cui versano i giornali. “La crisi dell’editoria -scrive il Papa- rischia di portare a un’informazione costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza più ‘consumare le suole delle scarpe’, senza incontrare persone per cercare storie o verificare de visu certe situazioni.”
È così che si perde la capacità di stupirsi davanti alla realtà e prende il sopravvento la tentazione di stupire il lettore con effetti speciali e titoli acchiappaclick. Riportando le splendide parole del beato Manuel Lozano Garrido, giornalista spagnolo morto nel ’71 e beatificato nel 2010, Francesco ci mostra dove si nasconde la bellezza del mestiere di giornalista: “Apri con stupore gli occhi a ciò che vedrai, e lascia le tue mani riempirsi della freschezza della linfa, in modo che gli altri, quando ti leggeranno, toccheranno con mano il miracolo palpitante della vita”.

È solo con questo stupore che si può comunicare da persona a persona, da cuore a cuore, come è stata ed è comunicata la buona novella del vangelo. Solo così si può scendere nei luoghi sporchi di fame e di disperazione per raccontarne la sofferenza, rifuggendo dalla comunicazione patinata che caratterizza gran parte della stampa di oggi. Sferzante è la citazione che il Papa fa di un passo di Wiliam Shakespeare nel “Mercante di Venezia”: “Sa parlare all’infinito e non dir nulla. Le sue ragioni sono due chicchi di frumento in due staia di pula. Si deve cercare tutto il giorno per trovarli e, quando si son trovati, non valgono la pena della ricerca”.

giornata comunicazioni


Quante volte avremmo voluto definire con le parole del drammaturgo elisabettiano le performance televisive di iperloquaci opinionisti da talk show o di scrittori-giornalisti adusi al più melenso clickbaiting. È vero che quello del giornalista è il più bel mestiere del mondo (è vero anche che ognuno lo dice del proprio), ma lo è solo se si è capaci di stupirsi davanti alla realtà e si è onesti e generosi nel riportarla ai propri lettori.
Citando Sant’Agostino Papa Francesco ci ricorda che “nelle nostre mani ci sono i libri, nei nostri occhi i fatti”. Parafrasando la citazione del santo vescovo di Ippona noi potremmo dire che nelle nostre mani c’è una notizia solo se nei nostri occhi ci sono i volti delle persone di cui raccontiamo. Ma per far questo dobbiamo imparare a pregare da giornalisti:


“Signore, insegnaci a uscire dai noi stessi,
e a incamminarci alla ricerca della verità.
Insegnaci ad andare e vedere,
insegnaci ad ascoltare,
a non coltivare pregiudizi,
a non trarre conclusioni affrettate.
Insegnaci ad andare là dove nessuno vuole andare,
a prenderci il tempo per capire,
a porre attenzione all’essenziale,
a non farci distrarre dal superfluo,
a distinguere l’apparenza ingannevole dalla verità.
Donaci la grazia di riconoscere le tue dimore nel mondo
e l’onestà di raccontare ciò che abbiamo visto.”
Papa Francesco (Messaggio per la 55esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali)

 

Francesco Addolorato