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I due sacerdoti hanno fatto l’ingresso in parrocchia a 50 anni dalla nascita della comunità sacerdotale

Sono passati 50 anni da quel 3 ottobre 1971 quando nella parrocchia di Senise arrivarono 3 nuovi sacerdoti per guidare la chiesa locale, in un momento di grande difficoltà. A guidarli c’era don Egidio Guerriero che si accompagnava a don Battista di Santo e a don Antonio Infantino, e insieme aprirono una fase nuova della vita della comunità che ha dato, e ancora oggi sta dando, frutti di santità e numerose vocazioni.
La provvidenza ha voluto che proprio mezzo secolo dopo, Senise si trovasse ad accogliere due nuovi sacerdoti, don Giovanni Lo Pinto e don Francesco Lacanna, che si troveranno a raccogliere un’eredità importante che ha cambiato il volto della parrocchia e ha posto nella storia ecclesiale di Senise un segno speciale di fraternità e comunione, qual è la comunità sacerdotale. Da allora, infatti, questa comunità sperimenta questa particolare forma di convivenza tra sacerdoti che consiste essenzialmente nella comunione pastorale fra le due parrocchie, Maria SS. della Visitazione e San Francesco, oltre che nella convivenza di fatto dei sacerdoti in un'unica casa canonica. Condivisione e comunione sono dunque il segno distintivo di questa esperienza che da anni arricchisce il rapporto fra parroci e fedeli.


Tra i tanti sacerdoti che sono passati, come diaconi o come parroci, nella parrocchia di Senise c’è anche il vescovo della nostra diocesi mons. Vincenzo Orofino, che ben conosce i vantaggi che la comunità sacerdotale offre agli stessi sacerdoti ma che, soprattutto, ben conosce quanto la comunità di Senise sia legata a questa formula pastorale. Lo dimostra la nomina congiunta dei due nuovi parroci con la quale si apre una fase completamente nuova, che si pone nel solco della storia della chiesa locale ma supera il ciclo di parroci che in un modo o nell’altro sono stati legati all’esperienza di don Egidio Guerriero o a quella trentennale di don Battista Di Santo.

don egidio guerriero
Don Giovanni e don Franco non hanno mai vissuto direttamente l’esperienza della comunità sacerdotale di Senise, e dunque anche per loro sarà un cammino nuovo e inesplorato, ma con il loro “sì” al vescovo diocesano hanno accettato di percorrere questa strada, lungo la quale li hanno preceduti tanti sacerdoti e che ha come modello un santo parroco come don Egidio Guerriero, al cui esempio si ispira chi lo ha conosciuto e la cui fama di santità coinvolge anche coloro che, per età o per diversità di cammino, non hanno avuto modo di conoscerlo.
A lui si deve il modello pastorale che in questa comunità ha prodotto una forte unità e coesione fra due parrocchie che non hanno mai avuto confini di territorio o di giurisdizione. Anzi a dirla tutta quei confini amministrativi neanche si conoscono e i fedeli da sempre vivono la doppia parrocchialità come una ricchezza, come la presenza di una “multiforme grazia di Dio” della quale ciascuno è amministratore e che ha ricevuto in dono, con lo scopo di metterla al servizio degli altri come raccomanda San Pietro nella Prima Lettera (1 Pt 4,10). Così, con questo spirito la comunità di Senise ha sempre vissuto la compresenza di più sacerdoti nella propria comunità. Non come un privilegio, né come una necessità amministrativa, ma come grazia che genera responsabilità e che necessita a sua volta di una risposta altrettanto generosa da parte dei fedeli. Gli anni più fecondi della missione parrocchiale legata a questa esperienza hanno dato frutti straordinari in termini di vocazioni sacerdotali e di vitalità ecclesiale. Molti sacerdoti che oggi reggono parrocchie importanti vengono da Senise, come ha ricordo lo stesso mons. Orofino nella sua presentazione dei nuovi parroci, e questo oltre ad essere motivo di orgoglio deve essere anche motivo di responsabilità da parte dei fedeli senisesi a rispondere alla scelta del vescovo con altrettanta generosità in termini di vita parrocchiale e di partecipazione alla vita della chiesa.
Gli ultimi terribili mesi che ci lasciamo alle spalle, a causa della pandemia, hanno segnato la nostra esperienza comunitaria togliendoci, come a tutti, la libertà di vivere a pieno la nostra dimensione di comunità ecclesiale. Ma ora si riparte.

E la lenta ripresa di una graduale normalità è segnata dall’inizio di una nuova fase della nostra storia di chiesa locale. Don Giovanni e don Franco hanno il delicato compito di ridare fiducia alla nostra comunità nella fase di rinascita di post-pandemia. Ma a noi fedeli di Senise è dato il compito di seguirne e incoraggiarne la guida, ora come nel corso di questi 50 anni di vita comunitaria. E a don Franco, al quale il virus ha portato via il grande affetto della mamma, deve andare la particolare carezza della nostra comunità.

 

Francesco Addolorato