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Gli interventi risultano più frequenti al Nord che al Sud, nel 65,6% dei casi ha una durata maggiore di 2 anni

Dai dati che emergono dalle pagine della seconda indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, condotta da Terre desHommes e Cismai, per l'Agia, emerge che sono 401.766 i bambini e ragazzi presi in carico dai servizi sociali in Italia, 77.493 dei quali sono vittime di maltrattamento. L'indagine, realizzata tra luglio 2019 e marzo 2020, su dati del 2018, spiega una nota ufficiale, si conferma un'esperienza robusta e significativa dal punto di vista statistico: ha infatti coperto un bacino effettivo di 2,1 milioni di minorenni residenti nei 196 Comuni italiani coinvolti e selezionati dall'Istat.
L'intervento dei servizi sociali risulta più frequente al Nord che al Sud, prosegue la nota, e nel 65,6% dei casi ha una durata maggiore di 2 anni. Di fronte a queste segnalazioni i principali interventi adottati dai Comuni sono l'assistenza economica e l'assistenza domiciliare (rispettivamente per il 28,4% e 23,9% dei casi, ossia un totale del 52,3% dei casi), a cui si ricorre molto di più rispetto all'allontanamento del minore dal nucleo famigliare (in totale il collocamento in comunità e l'affido famigliare si attestano sul 35%). La forma di maltrattamento principale è rappresentata dalla patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura) di cui è vittima il 40,7% dei minorenni in carico ai servizi sociali, seguita dalla violenza assistita (32,4%).

Il 14,1% dei minorenni è invece vittima di maltrattamento psicologico, mentre il maltrattamento fisico è registrato nel 9,6% dei casi e l'abuso sessuale nel 3,5% . Se ad essere seguiti dai servizi sociali, in generale, sono più i maschi, bambine e ragazze sono invece più frequentemente in carico per maltrattamento (sono 201 su 1.000, rispetto a 186 maschi). "Siamo estremamente orgogliosi di questo lavoro di ricerca sul maltrattamento, che condotto con metodologia scientifica è un unicum nel panorama italiano - dichiara Donatella Vergari, presidente Terre desHommes - ci preoccupa al contempo lo scarso interesse dimostrata dalle istituzioni. Il nostro impegno insieme a Cismai non terminerà certo qui, continueremo a lavorare alla raccolta di dati e al monitoraggio del fenomeno e continueremo a spronare le Istituzioni affinchè dedichino la dovuta attenzione a questo problema".

"L'infanzia - prosegue - deve tornare ad essere una priorità delle agende politiche per garantire diritti, protezione e cura a tutti i bambini, specialmente ai più fragili. E l'ideazione e programmazione di politiche efficaci passa necessariamente da una valutazione scientifica e continuativa dei dati. Ne va del benessere, della cura e dei diritti dei nostri bambini e delle nostre bambine e quindi anche del futuro del nostro Paese". "Da tempo - aggiunge Giovanni Visci, presidente di Cismai - esistono leggi e piani con i quali il Governo 'si impegna nel reperimento dei dati relativi a questo fenomeno e nella mappatura dei servizi e delle risorse disponibili nel settore (Piano 2000-2001), ma sono rimasti tutti senza seguito. 

Così come senza alcun seguito sono rimaste le raccomandazioni del Comitato Onu all'Italia perchè adotti un sistema nazionale di raccolta dei dati. Almeno due gli aspetti macroscopici dell'indagine pubblicata oggi che richiamano la nostra attenzione: il numero rilevante di minori seguiti dai Servizi Sociali e quelli maltrattati tra questi; tra le fonti di segnalazione del maltrattamento, ospedali e pediatri continuano ad essere latitanti. Rivolgiamo un appello - conclude - affinchè questa sia l'ultima indagine che viene proposta da Cismai e Terre desHommes nel silenzio delle Istituzioni e ci auguriamo che presto sia predisposto un sistema di monitoraggio nazionale che consenta davvero di programmare i servizi a tutela dei minori di età".

 

Silvia Silvestri


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