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E' valido già dopo la prima dose, durerà 9 mesi

Novità importanti in merito all’attesissimo ‘green pass' con il nuovo decreto legge pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Il certificato verde necessario per gli spostamenti tra regioni di colore diverso ma anche per poter partecipare a eventi, manifestazioni, convegni, eventi civili e religiosi, avrà una validità di 9 mesi ed ulteriore novità riguarda anche il suo rilascio, possibile già dopo la prima dose di vaccino. La certificazione adottata dal governo Draghi, in attesa della versione europea, è un documento che ciascuno di noi dovrà avere sempre con sé e rispetto alle ipotesi iniziali, ci sono alcune importanti novità approvate nella versione definitiva del decreto-legge Riaperture firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il GREEN PASS è un vero e proprio passaporto sanitario legato al SARS-CoV-2, un documento digitale e/o cartaceo con il quale è possibile viaggiare liberamente, sia all’interno dei confini nazionali sia in altri Paesi. Non si tratta di una novità assoluta, infatti nel mondo ci sono diversi Stati che utilizzano da tempo questo sistema, ad esempio per consentire l’ingresso soltanto alle persone vaccinate contro la febbre gialla. Questo strumento, infatti, aiuta nel contenimento delle pandemie, per limitare la diffusione di alcuni virus pericolosi.
QUANDO SERVIRÀ
Per gli spostamenti tra regioni di colore diverso escluse le gialle e ma anche per:
* viaggiare all’estero
* partecipazione a cerimonie, feste e matrimoni (come stabilito dal nuovo decreto Riaperture, che fissa la ripartenza dal 15 giugno, anche al chiuso, di feste e ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, ma solo appunto in presenza della certificazione verde)
* visite ad anziani nelle RSA (I visitatori potranno andare a trovare i loro cari nelle RSA nel rispetto delle indicazione formulate nel documento “Modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”, elaborato con Regioni e Comitato tecnico scientifico).

CHI PUÒ CHIEDERLO E COME OTTENERLO
Come anticipato, il green pass è un vero e proprio certificato verde che attesta la sussistenza, per chi lo richiede, di una di queste importanti condizioni:

* effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo entro 48 ore
* stato di avvenuta vaccinazione
* guarigione dal Covid.

QUANTO DURA E CHI PUÒ RICHIEDERLO

La prima novità che risalta è quella in merito alla sua durata: non durerà 6 mesi come stabilito in precedenza, ma 3 mesi in più. Avrà una durata quindi di 9 mesi dal completamente del ciclo vaccinale. La seconda novità è che non bisognerà attendere il completamento del ciclo stesso per il rilascio. Basterà essersi sottoposti alla prima somministrazione di uno dei vaccini anti-Covid attualmente approvati, ovvero, Pfizer, Moderna, AstraZeneca o Johnson & Johnson e sarà valido dal 15esimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale. La certificazione verde Covid-19, si legge nel decreto Riaperture, è rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione. Contestualmente al rilascio, tramite i sistemi informativi regionali, la certificazione viene resa disponibile nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. Chi ha già completato il ciclo di vaccinazione può richiedere la certificazione verde Covid-19 alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario o alla Regione o alla Provincia autonoma in cui ha sede la struttura stessa. In attesa che l’Unione europea vari il suo green pass, la versione italiana può essere utilizzata anche in Europa per i vari spostamenti. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono inoltre riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea. La certificazione verde cessa di avere validità qualora, nel periodo di vigenza semestrale, l’interessato venga identificato come caso accertato positivo.

 

Silvia Silvestri