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“Il 73% per cento delle famiglie già spende tramite le carte più del plafond previsto dal provvedimento”

Per il governo il Cashback è una misura troppo 'onerosa' che favorisce le categorie e le aree del Paese più ricche. Per il presidente del Consiglio Mario Draghi "la misura rischia di accentuare la sperequazione tra i redditi, favorendo le famiglie più ricche, con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, determinando un effetto moltiplicativo sul Pil non sufficientemente significativo a fronte del costo della misura". Insorgono contro questa decisione i pentastellati contestando il 'blocco' di sei mesi, ugualmente confermato dal premier, il quale ha dato il via libera al decreto legge sulle 'misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese'. Il presidente del consiglio resta fermo ed appare irremovibile sulla decisione assunta. "Il cashback - ha affermato Draghi - ha un carattere regressivo ed èdestinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori".

Per Draghi la maggiore concentrazione dei mezzi alternativi al contante si registra tra gli abitanti delle grandi città e del Nord,con un capofamiglia di età inferiore a 65 anni, un reddito medio-alto e una condizione diversa da quella di operaio o disoccupato. Anche se non esistono a tutt'oggi dati specifici a riguardo, appare logico e presumibile il ragionamento del presidente del Consiglio che vede queste categorie le più avvantaggiate dai benefici dal Cashback e dai bonus e superbonus collegati. “Inoltre - ha argomentato il presidente del Consiglio - non esiste alcuna obiettiva evidenza della maggiore propensione all'utilizzo dei pagamenti elettronici da parte degli aderenti al Programma. Quasi il 73 per cento delle famiglie già spende tramite le carte più del plafond previsto dal provvedimento. Pertanto, la maggior parte potrebbe ricevere il massimo vantaggio anche senza intensificare l'uso delle carte. È invece improbabile che chi è privo di carte o attualmente le usa per un ammontare inferiore al plafond possa effettivamente raggiungerlo, perché la maggior parte di loro non può spendere quelle cifre”.

Draghi ha anche sottolineato come l'onerosità della misura, pari a 4,75 miliardi di euro, debba essere valutata non solo in relazione ai benefici attesi ma anche del costo e dell'attuale quadro economico e sociale, che ha visto, nel 2020, 335 mila nuovi nuclei familiari e oltre 1 milione di persone in più entrare in povertà assoluta (dati Istat). “A fronte degli effetti regressivi, dei costi e delle criticità applicative, non possono a tutt'oggi stimarsi effetti significativi sul gettito. Al contrario, è probabile che le transazioni elettroniche crescano per effetto del Cashback soprattutto in settori già a bassa evasione, come la grande distribuzione organizzata che, secondo l'Istat, assorbe quasi la metà della spesa al dettaglio, piuttosto che in quelli critici”. Una disamina meticolosa quella di Draghi, non condivisa dal Movimento 5 stelle.

 

Silvia Silvestri