Aumenta la presenza femminile. Metsola diventa presidente dell'Europarlamento il giorno del suo compleanno

La nuova Presidente del Parlamento europeo è Roberta Metsola, candidata del Ppe. L'eurodeputata maltese è stata eletta al primo turno con 458 voti. Il numero di votanti era di 690, le schede bianche e nulle sono state 74, i voti espressi sono stati 617. L’elezione di Metsola era data come molto probabile poiché la sua candidatura aveva ricevuto già in partenza il sostegno dei tre gruppi politici che fanno parte della maggioranza al Parlamento Europeo: il Partito Popolare Europeo (PPE), di centrodestra, i Socialisti e Democratici (S&D), di centrosinistra, e il gruppo liberale Renew Europe, ma il risultato è stato importante considerato che per essere eletta bastavano 309 voti, la maggioranza assoluta dei voti validi più uno. Metsola incassa 113 voti in più rispetto al suo predecessore Sassoli che fu eletto al secondo turno, infatti a suo favore hanno annunciato il proprio voto favorevole anche la Lega e il gruppo Ecr.

 

Metsola fa parte dell’ala moderata del PPE e in questi anni si è fatta notare soprattutto per il suo importante lavoro di mediazione con i gruppi di centro e di centrosinistra. Nelle ultime settimane la sua candidatura era stata minacciata solo dalle sue storiche posizioni contro l’interruzione di gravidanza, cosa non gradita a Socialisti e Liberali, ma nessuno dei due gruppi aveva presentato una candidatura alternativa che potesse unire il centro, il centrosinistra e la sinistra. Roberta Metsola è la prima esponente della generazione Erasmus a conquistare questa carica. I vertici dell’Unione europea vedono dunque oggi crescere la presenza femminile, ricordiamo, infatti, che è sempre una donna oggi alla guida della Commissione Ue: è la tedesca Ursula von der Leyen. Christine Lagarde la numero uno della Banca centrale europea, ruolo in passato ricoperto da Mario Draghi. Accolta con sorrisi e strette di mano già prima dei risultati ufficiali delle votazioni, Metsola diventa presidente dell'Europarlamento il giorno del suo compleanno: la politica maltese, membra del Partito Nazionalista dell'isola del Mediterraneo, è nata il 18 gennaio 1979. E' la più giovane presidente dell'Assemblea di Strasburgo ed è la terza donna nella storia del Parlamento europeo. Metsola, oggi ha 43 anni, fa parte del PPE ed è parlamentare europea dal 2013, quando era stata la prima parlamentare europea eletta a Malta, prima di allora era stata un’avvocata esperta di diritto europeo e come moltissimi funzionari e politici europei si è laureata al Collège d’Europe di Bruges. Metsola è sposata col politico e manager finlandese Ukko Metsola, da cui ha preso il cognome, ed ha quattro figli. Fino alla sua elezione, è stata la prima vicepresidente del Parlamento Europeo, con il grado più alto fra tutti e 15 i vicepresidenti.

 

Oggi Roberta Metsola prende il posto di David Sassoli, morto l’11 gennaio mentre era ancora in carica. Sassoli precisiamo che era comunque arrivato alla fine del suo mandato, che secondo gli accordi presi all’inizio della legislatura sarebbe dovuto durare due anni e mezzo ed era sicuramente già previsto che lasciasse l’incarico a una persona proveniente dal centrodestra. "La prima cosa che vorrei fare, come presidente, è raccogliere l'eredità che ci ha lasciato David Sassoli. David era un combattente per l'Europa, per noi, per questo Parlamento. Credeva nel potere dell'Europa di forgiare un nuovo percorso in questo mondo. Grazie David". Lo ha dichiarato, in italiano, la neo eletta presidente del Parlamento europeo, nel suo primo discorso. "Mi sento onorata della responsabilità che mi affidate, vi prometto che farò del mio meglio per lavorare per questo Parlamento e per i cittadini europei". "Onorerò David Sassoli come presidente battendomi sempre per l'Europa. Voglio che le persone recuperino un senso di fede ed entusiasmo nei confronti del nostro progetto. Credo in uno spazio condiviso più giusto, equo e solidale", ha detto la neopresidente Metsola nell'Assemblea del Parlamento europeo. "La disinformazione nel periodo pandemico ha alimentato isolazionismo, e nazionalismo, queste sono false illusioni, l'Europa è l'esatto opposto di questo" ha aggiunto. "David era un combattente per l'Europa. Credeva nel potere dell'Europa. Grazie David". "Mi sento onorata della responsabilità che mi affidate. Prometto che farò de mio meglio per lavorare a vantaggio di tutti i cittadini". "Il green deal è l'occasione per l'Europa per reinventarsi - ha aggiunto Metsola -. La lotta al cambiamento climatico è un destino comune, non è possibile separare ambiente ed economia. Il Fondo per ripresa e resilienza sarà occasione per finanziare la transizione". "Coloro che cercano di distruggere l'Europa sappiano che questo parlamento la difenderà. Per coloro che minacciano donne e cittadini Lgbt sappiano che questo Parlamento li difenderà, coloro che minacciano lo stato di diritto sappiano che non indeboliranno l'unità di questo Parlamento". "Questo Parlamento lotterà per i diritti delle donne" ha inoltre rimarcato la neopresidente dell'Assemblea di Strasburgo, soffermandosi sul tema dei diritti, in merito ai quali aveva ricevuto in questi giorni alcune critiche dai partiti del centrosinistra. Critiche dovute anche al fatto che Metsola è originaria dell'unico Paese in cui l'aborto è illegale, Malta. E per la neopresidente quanto accade a Strasburgo va separato da quanto accade a La Valletta. "La situazione nel mio Paese è diversa, c'è un dibattito in corso, che però deve svolgersi in quello Stato membro", ha spiegato. "Le mie posizioni sull'aborto saranno quelle del Parlamento europeo che ora rappresento. Le promuoverò all'interno e all'esterno di questa Camera". Ricordiamo che le sue posizioni sull'aborto sono considerate dal centro-sinistra europeo troppo conservatrici e, in passato, Roberta Metsola ha spesso difeso il suo Paese, Malta, affinché mantenesse una sua autonomia nella posizione anti-abortista di La Valletta, un unicum nell'Unione. I voti del passato ha voluto precisare "facevano riferimento a posizioni di carattere nazionale. Io non voterò più su temi come l'aborto" sottolinea ribadendo che il parlamento Ue "ha sempre detto che voleva che questi diritti dovessero essere meglio protetti. Questa è la posizione dell'aula, e io mi impegno nei confronti di tutti riguardo".

 

Silvia Silvestri