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Un partito popolare con precise idee e contenuti. Il ruolo della famiglia e la libertà d'insegnamento

Cento anni fa, il 13 settembre 1919, l’allora vescovo monsignor Vincenzo D’elia, a Potenza, nel salone della chiesa della Trinità, redisse il verbale con il quale nasceva il Partito Popolare in Basilicata. Presente allo storico incontro Augusto Ciriaci, in rappresentanza della direzione nazionale del partito, Michele Padula per la sezione di Potenza, Prospero Grande per quella di Matera, Giuseppe Rautiis per la sezione Tramutola, Giuseppe Lupi per la sezione di Muro Lucano.Una formazione politica, come indico Sturzo a monsignor D’Elia, in una lettera del 7 marzo 1919, che doveva “tener distinti i metodi e le forme organizzative” dell'Azione Cattolica da quelle del Partito Popolare. Un partito popolare con precise idee e contenuti che vennero scritte nell′Appello ai liberi e forti: si accettava ed esaltava il ruolo della Società delle Nazioni, si difendevano "le libertà religiose contro ogni attentato di setta", il ruolo della famiglia, la libertà d'insegnamento, il ruolo dei sindacati. I proponenti ponevano particolare attenzione a riforme democratiche come l'ampliamento del suffragio elettorale, compreso il voto alle donne, ed esaltavano il ruolo del decentramento amministrativo e della piccola proprietà rurale contro il latifondismo. In Lucania Monsignor Vincenzo D’Elia, fu il punto di riferimento della nascente formazione politica e fiduciario dello stesso don Luigi Sturzo.

Un uomo, un religioso, Vincenzo D’Elia, raccontano le pagine di storia locale, mirò sempre ad educare l’uomo integrale anche in politica sostenendo un concetto fondamentale: il cattolico non deve mai rinunziare all’essere “sé stesso”. Fu un protagonista infaticabile, annota Vincenzo Verrastro, nell’opuscolo di storia sociale e religiosa, lavorando alla costruzione di questa nuova formazione politica in un clima non facile. Fu tra i protagonisti della nascita delle prime sezioni del partito ad Albano, Cancellara, Grassano, Marsico Vetere, Matera, Muro Lucano, Potenza, Rotondella, Ruoti, Sasso,Terranova,Tramutola. Fu tra quelli che sollecitò le tante iniziative in campo economico con la costituzione di cooperative di consumo tra queste erano molto affermate quelle di Venosa e Maschito. In poco tempo furono costituite casse rurali nel Materano, nel Melfese e nel Lagonegrese. Vincenzo D’elia ebbe un ruolo di primo piano nella fondazione del partito popolare in Lucania, affidandosi in molte circostanze a l’avvocato Giuseppe Carriero che avviò l’inserimento delle genti lucane nell’agone politico. Bella una sua frase a proposito della lotta politica. Vincenzo D’Elia disse: “Qui le lotte in campo politico si svolgono ancora a base non di idee ma di persone ; non di principi, ma di campanilismo. Bisogna innanzitutto formare le coscienze cristiane,sfatando mille pregiudizi contro la pratica dei doveri cristiani, scuotendo l’indifferenza e l’apatia”. Parole ancora di piena attualità.

 

Oreste Roberto Lanza