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Annullate con sentenza del Tar gli anni 2015/16/17

La delibera di Giunta regionale relativa ai tetti di spesa per le strutture private accreditate per la specialistica ambulatoriale 2019 e 2020, nella giornata di ieri, è stata al centro dei lavori della quarta Commissione consiliare. Le delibere di assegnazione dei tetti di spese alle strutture private accreditate ex art. 25 degli anni 2015-2016-2017 sono state tutte annullate con sentenza del Tar Basilicata passate in giudicato. Ugualmente sono state annullate le delibere, impugnate dalle associazioni di categoria, per i tetti di spesa del 2018. "Il rischio concreto - ha evidenziato Cannizzaro, presidente della Cicas Sanità privata di Basilicata -è che ci siano nuovi provvedimenti di accoglimento dei ricorsi e annullamento dei provvedimenti impugnati da parte del Tar, con conseguente prolungamento del vuoto deliberativo in materia di tetti di spesa anche per gli anni 2018 e 2019". E' stato lo stesso Cannizzaro a proporre la convocazione "con urgenza di un tavolo tecnico al fine di valutare la revoca in autotutela della delibera di Giunta n.432 e l'adozione di una disciplina transitoria che consenta di arrivare a fine anno, con l'impegno di convocare un tavolo tecnico per la definizione dei criteri di assegnazione dei tetti di spesa per le strutture, così come auspicato anche dalle aziende sanitarie nell'ultimo incontro. La Giunta precedente non ha mai ritenuto di fare consultazioni con gli operatori del settore e, nonostante gli annullamenti del Tar, ha continuato a deliberare atti illegittimi. "Le delibere dal 2015 al 2017 sono state tutte annullate. Questa commissione ha consigliato la revoca ma la nuova Giunta ha proceduto a deliberare la 432, anche essa illegittima e che ci accingiamo ad impugnare. Abbiamo sollecitato un incontro con il dipartimento Sanità ma non è stato ancora organizzato".

Cannizzaro ha poi chiesto alla Commissione di farsi portavoce delle istanze della categoria sottolineando altre criticità nel settore della sanità privata: necessario intervenire affinché sia rispettata la norma che prevede anche per i medici specializzati delle strutture accreditate l'assegnazione dei ricettari del servizio nazionale. "Abbiamo sollecitato i direttori delle aziende sanitarie a rifornire i ricettari ai dottori che ne avevano fatto richiesta ma non c'è stata risposta. Ciò comporta disparità tra professionisti del settore pubblico e quello privato". Cinque anni di vessazioni continue da parte del dipartimento Salute hanno bloccato lavori ed interventi essenziali. Ora l'augurio è che il nuovo corso della politica regionale possa eliminare queste criticità. Fino ad oggi, tutte le strutture accreditate sono state viste come usurpatrici, corpo estraneo, strutture che pensano solo a guadagnare soldi ma la realtà è che il piano normativo prevede l'integrazione totale tra pubblico e privato. Inoltre sempre secondo Cannizzaro, le strutture private, potrebbero essere determinanti per l'abbattimento delle liste di attesa offrendo qualità di servizi e garantendo circa 700 posti di lavoro. Nel dibattito avvenuto ieri presso gli uffici della Regione Basilicata sono intervenuti i consiglieri Bellettieri, Trerotola, Quarto, Perrino, Cifarelli e Acito che hanno ringraziato Cannizzaro per la precisa illustrazione delle criticità del servizio sanitario regionale e hanno chiesto al presidente Zullino la convocazione in audizione dell'assessore regionale alla salute della persona per approfondire la tematica. La Commissione ha ascoltato anche il coordinatore dell'Aci Sociale di Basilicata, Giuseppe Salluce relativamente alla mancata applicazione da parte dell'Azienda sanitaria del Materano delle provvidenze previste dalla legge di stabilità del 2018 per quanto concerne l'assistenza alle persone anziane nelle strutture residenziali. Il quale ha esordito dicendo: "Denunciamo la mancata applicazione delle provvidenze da parte dell'Azienda Sanitaria di Matera. La struttura del Brancaccio, come noto, offre una risposta in ordine residenziale e assistenziale a oltre cento cittadini. Il finanziamento non dato grava sulla struttura e nonostante le sollecitazioni nulla è cambiato. La gestione della struttura residenziale è costretta a gravare sulla retta e mette in pericolo la sopravvivenza del servizio".Il presidente della cooperativa che gestisce il Brancaccio, Michele Plati, ha spiegato che con le disposizioni del 2018 in materia di assistenza alle persone anziane nelle strutture residenziali coloro che hanno un'autorizzazione comunale possono usufruire del 20 per cento di contributo che va dai 18 ai 22 euro ma una volta scaduta la convenzione "il 30 giugno 2018, fermo restando l'autorizzazione, non è stato rinnovato il contratto" ed ha poi comunicato: "Abbiamo sollecitato l'Alleanza delle cooperative per dare attenzione alla situazione. Stiamo parlando di assistenza agli anziani in strutture socio assistenziali. Il Brancaccio è l'unica realtà sul territorio del Materano. A luglio 2019 la Asm ha fatto il bando per una manifestazione di interesse ma anche quella procedura è ferma". Plati ha suggerito alla Commissione di promuovere l'approvazione di una norma interpretativa che faccia chiarezza su quanto necessario per poter riattivare la convenzione e di conseguenza i contributi per garantire il servizio. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Quarto, Perrino e Cifarelli che hanno concordato sulla necessità di una norma interpretativa della legge.

 

Silvia Silvestri