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La Basilicata vanta una lunga tradizione nelle campagne di prevenzione e di screening oncologici

Il tumore alla mammella si conferma tra i cinque tumori più frequenti, insieme a quello del colon-retto, del polmone, della prostata e della vescica. Nel 2019 nel nostro Paese verranno diagnosticati circa 53mila nuovi casi di tumori del seno tra le donne contro 500 nuovi casi tra gli uomini. Il rischio di ammalarsi aumenta con l’età: si ammala una donna su 40 tra coloro che hanno meno di 49 anni, una su 20 tra i 50 e i 69 anni e una su 25 tra i 70 e gli 84 anni. La curva di incidenza cresce. I dati aggiornati 2019, sono quelli presentati a settembre scorso, presso l’auditorio del Ministero della Salute, provenienti dal rapporto annuale stilato da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori). In Lucania, da novembre 2017, è partita la Breast Unit. I centri di senologia dell’ospedale San Carlo di Potenza e dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture sono le strutture di riferimento della Rete regionale. Le funzioni di coordinamento scientifico sono state affidate all’Irccs Crob il cui direttore scientifico sovrintende l’adozione del piano di rete e del piano strategico, contenente tutti gli aspetti necessari al raggiungimento degli obiettivi.

Giuseppe La Torre è il direttore del dipartimento chirurgico dell’Irccs Crob che dirige coordina la Breast Unit. Nel territorio lucano la patologia tumorale alla mammella ha percentuali che tranquillizzano. “Per quanto riguarda la Basilicata – precisa Giuseppe La Torre, direttore del dipartimento chirurgico dell’Irccs Crob, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione -i nuovi casi di tumore al seno diagnosticati sono circa 350 all’anno e rappresentano il 30 per cento di tutti i tumori femminili. Dai dati nazionali pubblicati dall’AIOM, inoltre, si evince come non solo cala il numero dei nuovi casi di tumore ma diminuisce anche la mortalità. Ad oggi il numero di pazienti guariti si attesta sul milione, mentre sono tre milioni e mezzo gli italiani che vivono dopo la diagnosi della malattia. Si tratta senza dubbio di dati incoraggianti”. Rispetto alle altre regioni, dati alla mano, in termini di prevenzione, la Lucania può essere luogo di eccellenza “Certamente sì. La Regione Basilicata – sottolinea Giuseppe La Torre - vanta una lunga e positiva tradizione nelle campagne di prevenzione e di screening oncologici. In linea con gli standard nazionali infatti sono da tempo attivi gli screening colo-rettale, cervico-uterino e mammografico. Oggi in Basilicata è possibile individuare ed intervenire molto prima sulla malattia, quando è ancora nella sua fase iniziale con alte probabilità di guarigione e con interventi sempre meno invasivi nel rispetto di una migliore qualità di vita”.

 

Oreste Roberto Lanza