Policoro, Scanzano Jonico e Montalbano Jonico a favore di una città unica

Qualcuno in passato abbia detto che sfuggire alla “damnatio solitudo” bisogna osare, e avere coraggio. Per questo in Basilicata alcuni territorio hanno cominciato a discutere di unire le proprie forze cercando di riportare ad unità socio – economico – politico-amministrativo un pezzo di territorio lucano abbastanza ampio. Se ne è parlato in passato per Rionero con 14mila abitanti più Atella e Barile praticamente attaccati che non riescono a creare unica gestione amministrativa pur mantenendo identità storica e culturale. Nella Val d’Agri, Missanello, Gallicchio e Armento, definiti in passato un sociologo “comuni polvere”; uniti potrebbe essere propulsori per una nuova iniziativa economica e sociale del territorio.

 

Nell’attualità è diventato forte l’idea per i territori di Policoro, Scanzano Jonico e Montalbano Jonico dove si pensa a una “città unica”. La normativa in questo senso da una mano specifica per creare le premesse: il Decreto Legislativo numero 267 del 2000, meglio conosciuto come TUEL -Testo Unico per gli Enti Locali-, in particolare agli articoli 15 e 16, con leggi successive, la Legge 56/2014, conosciuta come Legge Delrio, protesa alla razionalizzazione delle spese e all’efficienza dei servizi erogati, per Comuni e Province. Per i protagonisti della fusione dei comuni di Policoro, Scanzano Jonico e Montalbano Jonico i risvolti positivi sono: maggiori finanziamenti nel breve, medio e lungo periodo; più capacità propositiva in termini di programmazione territoriale; maggiore possibilità di incidere sulle scelte regionali.

 

Un territorio, quello metapontino, con l’unità socio – economico – politico-amministrativo, con la pari dignità, di un pezzo di territorio lucano molto ampio avrebbe maggiore voce per una svolta dell’intera regione in termini di sviluppo e servizi non solo per i semplici residenti. La regione Calabria ha da tempo fatto registrare un’operazione di fusione che ha determinato diversi benefici: Corigliano e Rossano, l’unione di questi due comuni calabresi, rispettivamente di 40.478 e 36.623, ha prodotto notevoli vantaggi economici, più peso politico ed ha consentito il mantenimento ed il potenziamento dei servizi.

 

Oreste Roberto Lanza