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L’opportunità data dalla pandemia da nessuno è stata veramente ascoltata, c'è una pagina bianca

Forse non è abbastanza chiaro ai molti. Per altri (pochi!) il problema è concreto e nel tempo diventerà un pericoloso tsunami. Un fenomeno che emerse con evidenza alle regionali del 2014: in Emilia Romagna l’affluenza alle urne crollò al 38 per cento. La crescita dell’astensionismo porta con sé molte domande; una in particolare è proprio evidente: i sindaci eletti nelle ultime amministrative e al ballottaggio quale grado di autorevolezza hanno? Tanto per parlare di numeri a Roma ha votato il 40,68 percento (nel 2016 il 50,17) a Torino peggio: il 33,33 per cento (precedentemente aveva votato il 39,86 per cento); Il secondo turno peggio del primo, astensione record nelle periferie.


I nuovi amministratori usciti da questa tornata elettorale appaiono sindaci di uno zoccolo duro e non come vorrebbe la prassi, il diritto naturale delle cose sindaci di tutti, dico tutti. Se questo è vero, pare che sia vero, potremo affermare senza ombra di dubbio che ci troviamo di fronte a sindaci di minoranza con un partito di maggioranza, gli astensionisti, che siede all’opposizione. Un paradosso politico e istituzionale tipico del teatro italiano dove il termine politica, l’attività pratica relativa all’organizzazione e amministrazione della vita pubblica nell’interesse esclusivo del cittadino, viene ancora oggi istruita, gestita e concretizzata solo nell’interesse di pochi centri di potere, chiamiamole caste per fare prima.
Gli astensionisti hanno ben chiaro il concetto che il rifiuto al voto permette, a chi possiede 4 voti in tasca, di poter accedere alla stanza dei bottoni. Persone che nella stragrande maggioranza dei casi sono ricchi di ipocrisie, apparenze e supponenza, dove l'interesse proprio della pluralità o collettività di individui, la comunità costitutiva dell'ordinamento giuridico e sociale di riferimento, considerata come unità, non è parte integrante del proprio Dna di vita. L'astensionismo è un segnale molto serio.
A questo punto servono coscienza, scienza e molta consapevolezza nel gestire un momento che all’orizzonte si fa sempre più scuro. La maggioranza che è rimasta a casa non crede più nei soliti noti, nella loro proposta politica che è soltanto un contenitore di pubblicità ingannevole, ricco solo di parole profumate senza un carnet di fatti chiari, visibili e concreti. Insomma il difficile è proprio dietro l’angolo perché mancano gli uomini e cosa importante la proposta politica. Innanzitutto servono politici che sappiano interpretare il bene di tutti, non assecondare le proprie convenienze a incasso rapido. Per fare questo è necessario che torni a campeggiare la passione per la politica vera e il primo modo affinché torni è farla bene. Una politica dell’essenzialità, del fare svolta senza vanità alcuno ma con le giuste forme di riservatezza. Ascoltare e fare, pensare ed agire, saper guardare lontano programmando il tempo in maniera certa.
L’opportunità data dalla pandemia da nessuno è stata veramente ascoltata. Il problema del precariato è al centro della preoccupazione di tutti gli italiani, un impegno straordinario su questo è necessario per non far esplodere la rassegnazione di chi non trova risposte, il malcontento che rende tutto possibile e che porta a non fidarsi più di nessuno. I giovani fuggono dal Paese perché nel nostro non c'è stabilità e nemmeno un ambiente che susciti in loro passioni e fa dire loro che vale la pena restare. Alzare il livello culturale, non significa sapere scrivere bene, aprendo le porte alle nuove tecnologie informatiche per suscitare e sollecitare la curiosità del sapere e capire. La gente rimasta a casa sta chiedendo una proposta del “Fare” vera, autentica e costruttiva. La gente rimasta a casa vuole il cambiamento sfiduciando tutti i partiti che pensano e vivono come sopraffattori e non come portatori di soluzioni. La gente rimasta a casa sta chiedendo a tutti i politici attuali di fare un passo indietro perché delegittimati al loro interno diventati buoni pupazzi in giacca e cravatta. Il punto resta la proposta politica. Al momento solo una pagina bianca.

 

Oreste Roberto Lanza