Un giorno particolare per la ricorrenza anche del centenario della traslazione del milite ignoto

La parola di oggi, 4 novembre 2021, è: ricordare per non dimenticare. Attraverso un soldato senza volto, figura quasi iconica nel suo essere “neutra” ma al contempo emotivamente potente, simbolo di tutti quei soldati morti in guerra per difendere la propria patria, dobbiamo pensare che perdonare dopo aver fatto una guerra non ha un vero senso morale e umano. Comprendere e perdonare per aver evitato un conflitto, un impulso belligerante è la vittoria vera dell’umanità che cerca pace e condivisione. Il milite ignoto è la strada giusta che conduce all’unità, in questo caso della nostra Italia; che cerca verità sulla storia, sulla nostra quotidianità, su un mondo diviso da tante falsità e da ipocrisie di circostanza. A cento anni dalla sua traslazione questo probabilmente è un momento utile per riflettere su tante questioni umane e sociali poco approfondite o analizzate.

Giovani innocenti provenienti da ogni angolo della penisola vengono catapultati nelle trincee: teatri di sofferenza e incomprensione dovuti ai diversi dialetti che ancora oggi caratterizzano la nostra Italia. Nella guerra non esistono né vinti e né vincitori. Tutti coloro che subiscono i soprusi della guerra perdono qualcosa i combattimenti logorano dentro, con conseguenze irreversibili. Sarà bene che stasera su Rai Uno ci soffermiamo a vedere il film “La scelta di Maria”. La storia che ha portato alla designazione del Milite Ignoto pare non nota a tutti; raccontata dal punto di vista di una donna e madre. Un Cesare Bocci nei panni del Ministro della guerra di allora, Luigi Gasparotto, che istituisce due commissioni, con lo scopo di rendere onore a tutti i soldati caduti nel conflitto.

Una commissione con il compito di cercare undici salme, quanti furono i più cruenti campi di battaglia, di soldati non riconoscibili nei luoghi in cui erano avvenute le battaglie più cruente. L’altra commissione scegliere una donna, una madre di un soldato morto in guerra e di cui non le fu restituita la salma, che sarebbe dovuta diventare la “madre d’Italia” ed avere il compito di scegliere una tra quelle undici salme, che sarebbe poi diventata, appunto, il Milite Ignoto. Forse se cominciamo a conoscere la nostra storia con verità, l’effetto sarà, probabilmente, di avere più consapevolezza sui nostri pensieri e le azioni che seguiranno. Se ci sarà più curiosità dentro di noi per di capire veramente impareremo meglio a guardarci dentro. Il Milite ignoto è la strada vera.

 

Oreste Roberto Lanza