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Gli italiani non hanno più bisogno delle piazze piene, ma vogliono un Governo di qualità, composto da gente preparata e competente

Per il rinnovo della Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica si vota domenica 25 settembre. Le scadenze previste sono: entro il 27 luglio il Ministero dell’Interno deve inviare alle prefetture l’elenco dei residenti all’estero; fra il 12 ed il 14 agosto la presentazione dei simboli; il 21 ed il 22 agosto la presentazione delle candidature; il 26 agosto l’inizio del periodo di propaganda elettorale. Per finire entro il 15 ottobre dovrà tenersi l’insediamento dei due rami del parlamento. Il decreto emanato dal Presidente della Repubblica per molti è sembrato una liberazione da una politica mediocre, scarsa, evanescente e poco incisiva a risolvere i problemi del nostro paese, soprattutto quelli sociali, con una Sovranità nazionale ridotta ai minimi termini dalle inframmettenze dell’Europa. Per altri il ragionamento si fa molto serio rispetto all’impulsività sociale che in politica non paga, tante volte porta la nave a sbattere su qualche giglio di scoglio.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a tutto quello che di poco confortante c’era da vedere. A parte la pandemia che ha ridotto all’osso il misero risparmio delle famiglie, un debito pubblico che continua a crescere e che i soli interessi vengono ripagati da quel prodotto interno lordo composto di quei pochi lavoratori che vivono la produzione italica in prima persona. La maggior parte ormai preferiscono vivere di reddito di cittadinanza seduti comodi in poltrone utilizzando il sudore di chi la mattina si alza presto per guadagnarsi direttamente il tozzo di pane. Senza centri di impieghi efficienti e operativi il tutto si è trasformato in un vero prodotto assistenziale di cui il paese ha dovuto sborsare, fino ad ora, circa tre miliardi di euro. Poi il tanto sbandierato Pnnr, risorse che in larga parte dovranno essere restituite, dopo un corretto investimento evitando le solite speculazioni italiane. Ma sembra ancora lontano vedere l’effetto realizzato. Tanti i bandi, pieni di euro, sventolati dalle regioni con la promessa di realizzare e sostenere occupazioni in vari settori economici del territorio. Il risultato potremmo verificarlo nel prossimo anno. A tutto ciò si è aggiunta una politica liquida dove gli eletti in un partito sono passati ad altre sponde, molti alla fine sono finiti nel gruppo misto delle due Camere. Il finale è stato il tanto agognato “stiamo tutti insieme” che meglio stiamo. Pseudo destra, moderati, finta sinistra, riformisti, falsi liberali, studenti a 5 stelle finiti in un unico contenitore definito “dei migliori” con un autorevole guardiano, il bravo banchiere Mario Draghi. Un’ultima nave autorevole di passaggio per portare credibilità in Europa e non solo, garanzie vere, per avere il denaro necessario per ricostruire il paese.

 

La condizione richiesta dall’Europa è sempre la stessa: fare le riforme subito e in rapidità. Per questo dovremmo chiedere ai migliori delle oltre 100 riforme quante ne sono state almeno portate alla Camera e al Senato a parte lo Ius Scholae dell’ultimo periodo. Insomma si potrebbe continuare a raccontare fatti politici poco chiari, dibattiti televisivi senza senso e senza contenuto, chiacchiere di condominio che alla fine hanno lasciato il paese in braca di tela. Ora per questa classe politica gli italiani non dovrebbero andare in vacanza e sorbirsi una campagna elettorale estiva che sarà rabbiosa, difficile perché su di essa si abbatterà la scure della legge sulla riduzione dei parlamentari. Tutti contro tutti per cercare di avere una sedia, di ritrovare il posto che avevano a costo di continuare a raccontare favole alla gente italiana. C’è un ostacolo che appare insormontabile per ottenere il consenso dalla gente, al momento messo di traverso per il voto di domenica 25 settembre. Le piazze piene non indicano più nulla, proprio in questo periodo conta la presenza reale al seggio e la convinzione di poter usare la matita in maniera corretta. Servono programmi veri, brevi, e con una visione a lunga gittata. Gli italiani non hanno più bisogno delle piazze piene, hanno bisogno di vedere un Governo di qualità, composto da gente autorevole, preparata e competente e una durata almeno quanto una legislatura. Se questo non sarà avvertito dal popolo aspettiamoci un partito di maggioranza fatta dal Non voto o meglio dalla gente che ha fame.

Oreste Roberto Lanza