Don Rocco Di Pierro: “momento per accompagnarci nell’Eterna Salvezza”

Un presepio visionario, oltre l’immaginazione, oltre insomma. È il presepe realizzato dal giovane prete di Rionero in Vulture, don Rocco Di Pierro: venosino di nascita, sacerdote dal 29 giugno 2000 della diocesi di Melfi-Rapolla, Venosa. Dal 13 ottobre 2013 a Rionero in Vulture presso la Parrocchia Ss. Annunziata. Un presepe realizzato nella chiesa Mater Misericordia e, situata nel territorio parrocchiale, uno spazio maggiore che consente di realizzare e accogliere più persone. Un presepe diverso dal solito, qualcuno lo ha definito visionario. “Matera capitale della cultura 2019 - precisa subito Don Rocco Di Pierro, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione - ha organizzato tantissime mostre, tra cui una in particolare dal titolo: Trama doppia, di Maria Lai e Antonio Marras, nel mese di dicembre 2019, presso il palazzo Lanfranchi.

 

All’interno aleggiava qualcosa di etereo, arricchito da tanto talento e tanta bellezza nelle opere. Un tunnel di camicie e campanacci, sospese con filo di spago, che andava attraversato nel mezzo, scuotendo i campanacci con il loro suono, ti portava a vivere ad intra la dimensione del gregge a pascolo. Da subito scattò la scintilla, che sarebbe stato per l’anno successivo, presepe in Parrocchia, con un arricchimento redazionale”. Un presepe sicuramente diverso con un significato diverso dal solito in tempo di covid. “Noi, popolo di Dio – sottolinea Don Rocco Di Pierro - nessuno escluso, discendenti dell’antico gregge, purificati e proiettati verso il Pastore, uniti per rigenerare la Storia e dare vigore a colui che si è fatto uomo, che della Sua vita ne ha fatto un capolavoro, ossia di accompagnarci nell’Eterna Salvezza”. Un presepe come luogo di intensa fede. In questo periodo oscuro, stretto tutti tra la solitudine delle mura amiche di casa., “questa nuova visione” può essere la vera speranza di rinascita.

“Ispiriamoci all’enciclica papale di Pio XI: Quas Primas (promulgata l'11 dicembre 1925), in cui stabili la festa di Cristo re dell’universo, arricchiamo la culla con un drappo color oro per rappresentare la sua regalità”. Un enciclica che diceva: “mentre gli uomini e le Nazioni, lontani da Dio, per l'odio vicendevole e per le discordie intestine si avviano alla rovina ed alla morte, la Chiesa di Dio, continuando a porgere al genere umano il cibo della vita spirituale, crea e forma generazioni di santi e di sante a Gesù Cristo, il quale non cessa di chiamare alla beatitudine del Regno celeste coloro che ebbe sudditi fedeli e obbedienti nel regno terreno”. Con il presepe visionario, probabilmente, don Rocco, come chiesa, vuole continuare a porgere ai suoi fedeli cibo di vita spirituale con il richiamo della campana. “La campana umilia il diavolo – conclude Don Rocco Di Pierro - perché è uno strumento che serve per adorare Dio”.

 

Oreste Roberto Lanza