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L’importante struttura religiosa riaprirà il prossimo 31 maggio

È un fiore all’occhiello di Episcopia, in provincia di Potenza, antico borgo che di storia, quella vera, ne ha da vendere. Il complesso monumentale costituito dalla chiesa di Sant’Antonio riapre a fine mese, precisamente lunedì 31 maggio, ai fedeli e a tutta la comunità. Dopo un lungo periodo, novembre 2019- settembre 2020, di accurata e attenta attività di restauro, la struttura religiosa riprende il suo vigore architettonico. Una chiesa costituita da un'unica navata rettangolare con altare posizionato in prossimità dell’arco trionfale. Lungo le due navate si trovano numerose cappelle votive inserite nelle arcate delle pareti laterali, fra queste la cappella votiva che ricorda il matrimonio, avvenuto intorno al 1726,tra il marchese Carlo della Porta e la nobildonna Gabriela Vargas del Machusa. L’abside della chiesa è coperto da una volta a botte e dietro l’altare maggiore murata una lapide che ricorda nell’epigrafe la sepoltura di Ferdinando della Porta, avvenuta nel 1656.Era il 2014, precisamente il 12 gennaio, quando la comunità di Episcopia accolse, dopo mezzo secolo ininterrotto di servizio sacerdotale di don Peppino Castelluccio, don Serafino La Sala. Dopo ben sette anni ecco un altro importante risultato. “La riapertura – esordisce don Serafino La Sala, parroco di Episcopia, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – è un punto in più come Parroco e di questa bella comunità. In questi anni con la collaborazione di tutti, istituzioni e associazioni e del popolo di Episcopia, siamo riusciti a dare nuova luce a tante statue di valore straordinario. Uno per tutti la statua della Madonna del Piano” Un lungo periodo di restauro per portare alla luce la bellezza di questa storica chiesa, quella di Sant’Antonio, forti sensazioni. “Innanzitutto c’è stata, e c’è questa attesa – sottolinea don Serafino La Sala– bella legata alla riapertura della chiesa di Sant’Antonio. Un’attesa che nasce dal desiderio personale, ma soprattutto, di tutta la comunità di riavere uno dei suoi gioielli più belli dal punto di vista artistico, architettonico, soprattutto il grande legame affettivo verso questa chiesa. Non dimentichiamo il legame di fede verso Sant’Antonio più sentito dalla comunità, solo prima viene la Madonna del Piano e dopo in ultimo San Nicola patrono di Episcopia”. Un restauro per donare ancora bellezza alla storia e alla fede. Luce e speranza in un tempo di oscurità che si sta allontanando per riprendere a vivere. Può essere questo il messaggio parrocchiale da infondere nella comunità episcopiota che ha sofferto molto in questo tempo di Covid? “La riapertura di Sant’Antonio significa un passo in più verso una nuova luce per una vera ed essenziale normalità a livello umano, sociale, religioso”. Dopo questa riapertura altre iniziative sono all’orizzonte. “Risorgere dalle ceneri, come la Fenice– conclude Don Serafino La Sala- dopo tutto questo momento di pandemia. Ancora oggi non sappiamo come festeggeremo la tanto sentita festa della Madonna del Piano”. Una riapertura realizzatasi con l’impegno anche del Vescovo Orofino a cui sommerà una casula donata da Papa Francesco. Un vecchio adagio dice: “cammina sempre con la speranza nel cuore e non sarai mai solo”. Don Serafino da molto tempo ha infuso nelle anime di questa gente un nuovo respiro di fede; con la riapertura di una chiesa storica del paese, conferisce luce al pensiero di credere e soprattutto mai smettere di sognare. Da qui si riparte con convinzione e con i giusti tocchi di fede.

 

Oreste Roberto Lanza