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Ricordato per studiare le sue virtù legate al suo sogno di vocazione

È partita la richiesta dell’iter per della canonizzazione di Monsignore Vincenzo Cozzi, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa dal 1981 al 2002, deceduto, dopo non poche sofferenze, in Trecchina, in provincia di Potenza il 3 luglio 2013, attualmente sepolto nella Basilica Cattedrale di Melfi. Un prelato che ha dedicato la sua vita alla chiesa, al popolo, agli ultimi alla gente di buona volontà utilizzando la sua incrollabile fede. Un sogno vero della vocazione considerando la chiesa la strada da percorrere, che cammina accanto agli uomini, puntando non ad una pastorale del lavoro che abbia come oggetto gli operai, bensì essi stessi come protagonisti.

Nato a Lauria, in via Cairoli, il 26 novembre 1926 da Maddalena Logaldo e Ruggiero Cozzi, fu ordinato sacerdote a Lauria il 18 giugno 1950 da Sua Eminenza Monsignore Federico Pezzullo. Parroco a Policastro Bussentino, comune in provincia di Salerno, e Rettore del Seminario Diocesano. Dal 1969 parroco a Lagonegro, in provincia di Potenza, fu eletto Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa il 12 settembre del 1981 e consacrato Vescovo il 25 ottobre 1981 da Sua Eminenza il Cardinale Baggio. Ha guidato la diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa fino al 13 dicembre 2002. Poi scelse di vivere il resto della sua vita nella parrocchia di San Michele Arcangelo in Trecchina collaborando attivamente con il parroco don Guido Barbella. Una vocazione nata pare durante il periodo del catechismo e all’incontro con suor Vincenza che gli disse: “un giorno sarai il mio confessore”.

Il 13 dicembre scorso, il Presbiterio di Melfi-Rapolla-Venosa, in occasione del ritiro mensile del clero, unitamente a Sua Eccellenza, Monsignore Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, ha formalizzato la richiesta affinché le sue virtù possano essere riconosciute dalla Santa Madre Chiesa secondo l'iter indicato dai sacri canoni e dalle supreme disposizioni Apostoliche. I presbiteri, recependo la volontà del vescovo Fanelli, hanno confermato di avviare ogni opportuno e necessario percorso previsto dalla legislazione ecclesiastica in materia. Ora si attendono le decisioni della Santa Sede e degli uffici preposti.

 

Oreste Roberto Lanza