don Peppino Castelluccio

 

La missione di sacerdote iniziò nel 1961 a San Chirico, poi ad Episcopia dall’11 aprile del 1965

Ha lasciato le sue spoglie terrene nel giorno del compimento dei suoi 88 anni, al pari di un attore famoso come è stato Gigi Proietti morto all’alba del 2 novembre giorno del compimento del suo ottantesimo compleanno. Don Peppino Castelluccio nativo di Colobraro, dove ha concluso la sua attività pastorale come vicario parrocchiale, inizia la sua missione di sacerdote in Episcopia all’alba dell’11 aprile del 1965 (nell’anno del Concilio Vaticano secondo) dopo aver trascorso alcuni anni a San Chirico Raparo. Era stato ordinato sacerdote il 23 luglio del 1961.


Per ben oltre quarant’anni, precisamente quarant’otto, fissa la sua dimora pastorale in questo bellissimo borgo che si affaccia sul fiume Sinni. Sostituiva don Prospero Borea nativo di Roccanova dove fu poi riportato dal Vescovo di allora. Primo impegno rivolto ai ragazzi del paese con la costituzione di un gruppo di canto, poi i primi chierichetti, le prime processioni, i primi momenti di spiritualità rivolti alla preghiera e all’incontro nei giorni comandati dalla fede. I primi battesimi, le prime comunioni, le prime conoscenze con le famiglie del posto dove si consolideranno amicizie che diventeranno di lungo corso.
Le prime celebrazioni di matrimoni e di catechesi con le adolescenze del luogo dettero il vigore giusto per iniziare un percorso di fede con un paese che per certi aspetti dimostrava di essere lontano da un cattolicesimo praticante. Nel 1971 il primo festival dei bambini per arrivare a rivivere la festa della Madonna del Piano con la creazione dell’oasi. Nel 1975 la costituzione di un gruppo folk , il complesso di giovani del posto ”I nuovi Messaggeri”, i tanti natali passati nell’incontro e nella preghiera, i primi presepi nella parrocchia. Un curriculum con tante battaglie, soddisfazioni, momenti importanti di un percorso di vita di tanti giovani oggi mariti, mogli, mamme, papà che continuano a conservare ricordi indelebili della loro crescita al fianco di don Peppino, così chiamato dai tanti episcopioti. Si chiude una pagina di storia vera per Episcopia che non potrà essere negata ma solo ripercorsa all’occorrenza per comprendere e capire la figura di un uomo, di un sacerdote che ha partecipato alla crescita culturale e sociale dell’attuali generazioni che continuano a conservare con estrema gelosia i suoi insegnamenti.

 

Oreste Roberto Lanza