“Voglio far risuonare la voce della nostra Chiesa affinché tutti si adoperino per la pace”

Fermiamoci tutti, riflettiamo su quanto sia importante la pace in questo momento per tutta l’umanità. È la sintesi dell’appello del Vescovo di Melfi-Rapolla- Venosa, Ciro Fanelli, rivolto a tutti gli uomini di fede, ai fedeli della sua Diocesi in generale alle genti di Lucania. “Noi crediamo che la forza della preghiera – sottolinea in una propria nota il Vescovo Ciro Fanelli -vince l'odio, la guerra e la morte”. La situazione di tensione tra Russia e Ucraina non può lasciare indifferente, credenti e persone che sono convinte del valore politico e sociale del dialogo. Un respiro netto del Vescovo Fanelli in un momento dove la situazione in Ucraina è in continuo evolversi. “Raccogliendo e interpretando i sentimenti degli uomini di buona volontà del nostro territorio –scrive il Vescovo Fanelli - voglio far risuonare chiara la voce della nostra Chiesa locale di Melfi-Rapolla-Venosa, affinché le coscienze di tutti, in modo particolare di coloro che hanno responsabilità politiche ed istituzionali, si adoperino per la pace e affinché il dialogo prevalga, allontanando definitivamente questo drammatico spettro di guerra che aleggia al confine tra Russia e Ucraina. Diciamo: No alla guerra; lo diciamo con la luce della fede e con la forza della coscienza”. La situazione al confine tra Russia e Ucraina investe tutta la comunità internazionale per questa ragione e deve mobilitare le coscienze di tutti gli uomini di buona volontà, per scuotere le responsabilità di coloro che governano le nazioni.

 

L’umanità non può consentire che un altro terribile flagello – aggiunge il Vescovo Ciro Fanelli - dopo quello della pandemia, possa investire, nel silenzio assordante di tanti, non solo quella regione del mondo, ma l’intera umanità”. Un appello che si allinea a quello di qualche domenica fa manifestato da Papa Francesco. “Un accorato appello a tutte le persone – continua il Vescovo Fanelli - di buona volontà affinché ogni azione e iniziativa politica sia al servizio della fratellanza umana, più che di interessi di parte. Chi persegue i propri scopi a danno degli altri, disprezza la propria vocazione di uomo, perché tutti siamo stati creati fratelli”. In questo momento corro forte nell’animo di tutti la domanda molte volte pronunciata dai pontefici Benedetto XV e Papa Francesco i Pontefici: “Il mondo civile dovrà dunque ridursi a un campo di morte?”. “Alziamo nuovamente il grido di pace – conclude il Vescovo Fanelli - e rinnoviamo un caldo appello a chi tiene in mano le sorti delle Nazioni. Dalle vostre risoluzioni dipendono la quiete e la gioia di innumerevoli famiglie, la vita di migliaia di giovani, la felicità stessa dei popoli, che Voi avete l’assoluto dovere di procurare”. Una appello soprattutto per i cuori duri e le coscienze assenti.

 

Oreste Roberto Lanza