L’avvocato Iannibelli: “Una campagna sociale di "resilienza trasformativa"

A Lagonegro, in provincia di Potenza, c’è un progetto paese che la minoranza in consiglio comunale vuole realizzare: un contenitore da riempire di punti fermi, di scelte maturate, di azioni degne e legali, di relazioni interpersonali e sociali. Una specie di "resilienza trasformativa" su cui il gruppo “Cantiere Lagonegro” lavora da tempo, in particolare l’avvocato Concetta Iannibelli, donna che dell’analisi e della sintesi ne fa lo strumento migliore per parlare alla gente del suo territorio in maniera chiara e netta. “Il tracollo che si sta consumando – esordisce l’avvocato Concetta Iannibelli, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione - senza una minima reazione, è ingiusto nei confronti di una comunità avara nel vedere con serietà la realtà, ossia il suo “sé stesso”, in un incontestabile precipizio, in cui ci si illude di aggrapparsi a tutto ciò che in esso si sorregge, non sapendo che anch’esso è destinato a cadere”. Così dicendo pare che l’attuale governo locale, sia già logoro e malconcio, intrecciandosi in sé in un groviglio di criticità tanto da strappare vele e remi in un paese che ha perso ogni rotta. “Se non si mette un argine alla deriva socio-politica – continua l’avvocato Concetta Iannibelli - si prosciuga anche dove c’è il vero, il buono, l’onesto, il retto e il puro. Come non è giusto rimanere in balìa di una simile aridità, così non è tollerabile farci legare da un sistema che ci vuole far mentire, essere complici e farci restare ciechi, filtrando i moscerini e ingoiando i cammelli”. Insomma, pare di capire che l’attuale maggioranza consiliare mal sopporta ciò che si leva sopra la sua landa, spegnendo ogni ardore e umiliando ogni ideale. “Non serve trincerarsi dietro il quieto vivere – aggiunge l’avvocato Concetta Iannibelli - in una forma di autodifesa, facendo il minimo, rinserrandosi nel proprio guscio, aspettando sempre garanzie e sicurezze prima di procedere. Questo è tipico di chi vuole rimanere nella vita ai bordi della strada, sicuro di non essere investito. Continuare a far vivere di sospetti, di incertezze, di paure, di esitazioni il paese sarà un continuo dissolversi, come quando trovarsi tra le mani polvere, tanta nociva quanto inutile”. Allora qual è la soluzione concreta. “Si intervenga - conclude l’avvocato Concetta Iannibelli - mediante una sinergia a costituirsi per fare impresa etica. Firmare un patto di responsabilità sociale, dando valore all’associazionismo, per riscoprire quel senso di interconnessione, strada sicura per una resilienza trasformativa del proprio paese, oggi inerme nel creare "valore" sociale ed economico”.

 

Oreste Roberto Lanza