Una pratica clinica che consiste in un meccanismo depurativo dei reni

A Lauria da circa un anno si pratica la anche l’emodialisi per i malati di reni. Stiamo parlando di una tecnica innovativa, di una pratica clinica che consiste in un meccanismo depurativo che introdotto nella cavità peritoneale, entra in contatto con il sangue ed attraverso la membrana peritoneale che riveste gli organi addominali, viene utilizzata da filtro. Un sistema meno invasivo rispetto alla classica emodialisi che pare possa essere effettuato anche dallo stesso paziente nella propria abitazione utilizzano il materiale clinico fornito dal centro classico che lo segue. Tema importante e rilevante sorto all’indomani del caso sollevato da una nefropatica di Bernalda, K.M, trapiantata che ha deciso la strada di una cura diversa, appunto quella peritoneale facendosi seguire presso l’ospedale pugliese di Bari dotato di un’equipe specializzata in dialisi peritoneale.

Bari centro più vicino dal suo paese rispetto all’ospedale di Lauria, in provincia di Potenza, dove da circa un anno esiste un centro che pratica questa attività clinica. Ricordiamo che oltre a Lauria esistono due realtà simili anche nelle strutture ospedaliere di Maratea e Chiaromonte, a Villa d’Agri e Sant’Arcangelo invece ci sono soltanto due centri di diagnosi e consulenza della patologia.

A lavoro da circa un anno su questa patologia è lo staff medico del dottor Gennaro Sansone, coadiuvato da due nefrologi, che garantisce la peritoneale nei centri di riferimento. I più giovani sono in grado di gestirsi da soli a casa utilizzando il materiale clinico fornito dal centro dialisi che assiste e segue il paziente. Servono spazi idonei per stoccare il materiale e per muoversi come richiedono le norme sanitarie, in alternativa i rischi sono dietro l’angolo. “Si rischia sostanzialmente la peritonite – sottolinea il dottor Gennaro Sansone – che come tale può essere trattata in qualsiasi ospedale con interventi rapidi di supporto al paziente”. Una bella e rincuorante notizia, anche se la carenza di medici va prontamente risolta per offrire un servizio migliore e di eccellenza rispetto alle altre regioni, dove spesso molti pazienti lucani sono costretti a servirsi.