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Di Lascio: “Il Piano di riordino sanitario è cosa diversa dallo studio proposto da Agenas”

Qual è il destino dell’ospedale di Lagonegro, potenziamento o riconversione. Una storia infinita che porta sulle spalle le fatiche del tempo, diverse politiche regionali non sempre chiare. La salute dei cittadini è a rischio? Al momento sul tavolo di un possibile confronto c’è il documento tecnico redatto dall’Agenas, l’agenzia nazionale per i sistemi sanitari regionali, sul piano sanitario della Basilicata. L’Agenas propone, come si legge a pagina 82(il documento ne possiede ben 92) “nuovo riassetto organizzativo sanitario regionale”, una riconversione in strutture sul territorio come ospedali di comunità o case della comunità.

Una proposta che per alcuni lascia intravedere, per il nosocomio lagonegrese, la direzione verso l’Asp, azienda sanitaria locale della provincia di Potenza? A leggere bene il documento indica soltanto la possibilità di “valorizzare” il presidio ospedaliero di Lagonegro vista la mobilità attiva che lo interessa, specialmente dalla Calabria. I dati dicono che, nel 2017/2019, l’ospedale di Lagonegro conferma l’attrattività con una percentuale pari a circa il 13,50 per cento (in media) e supera di circa 5 punti percentuali l’ospedale di Policoro, che non raggiunge il 9 per cento. Soltanto gli Ospedali di Potenza e Matera e il CROB di Rionero riescono ad attrarre più del PO di Lagonegro. I numeri dicono ancora che, l’ospedale di Lagonegro incorporato, per effetto della legge regionale Pittella la numero 2 del 2017, attualmente dispone di circa 108 posti letto, suddivisi tra Cardiologia, Chirurgia Generale, Day Hospital, Medicina Generale, Nido, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Pneumologia, Terapia Intensiva. Pur con la proposta di una riconversione dei presidi di Lauria, Venosa e Chiaromonte, Lagonegro resta presidio.

“Innanzitutto – sottolinea Maria Di Lascio, sindaco di Lagonegro, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione – il Piano di riordino sanitario è cosa diversa dallo studio proposto da Agenas che ha solo valore consultivo e di supporto. Si apre un periodo di confronto tra gli stakeholder che spero possa portare, grazie al contributo dei cittadini e dell'amministrazione, a risultati migliori”. I dati dell’attrattività probabilmente salvano il nosocomio lagonegrese dall’onda della riconversione. “Se così è – conclude Maria Di Lascio – quel che posso fare è impegnarmi per migliorare sempre più tali percentuali. Del resto la nostra struttura ospedaliera ne ha le potenzialità”.

 

Oreste Roberto Lanza