“Un riposizionamento di questi ragazzi all’interno del contesto sociale”

Presentato, presso il polo bibliotecario di Potenza, il “Forno dei Briganti”, un laboratorio nato all’interno dell’Istituto penale dei minorenni della città. Una iniziativa nata con la collaborazione dell’Arlab, Agenzia Regionale Lavoro Apprendimento Basilicata con Confcooperative Basilicata e la Cooperativa LiberaMENTE con l’obiettivo di formazione e lavoro per il futuro dei ragazzi affidati all’istituto. Un forno che produce circa 700 biscotti al giorno con ingredienti ricavati da tre ricette tutte ispirate alla tradizione lucana, parla di riabilitazione, speranza e futuro. Nel laboratorio dolciario, giornalmente vengono impegnati tutti i ragazzi, affidati dalla giustizia minorile al penitenziario, in un preciso percorso di formazione e lavoro che integra quello rieducativo, curando al meglio le prospettive di un futuro reinserimento nell’ambito sociale.

 

“La motivazione è venuta dallo sguardo dei ragazzi – sottolineala Angela Telesca, direttrice dell’IPM di Potenza – con il loro chiedere con entusiasmo la data di inizio dell’attività del forno. Questo, per noi, è stato un momento di particolare gioia perché è l’emblema di ciò che chiediamo sia fondamentale nella giustizia minorile: il coinvolgimento della comunità”. Il forno è già attivo con diversi punti della città e nelle prossime settimane avrà anche una prospettiva nazionale nell’ambito di una filiera che distribuirà prodotti che profumano di Basilicata ma soprattutto di riscatto. “Una iniziativa importante che crea delle possibilità – ha dichiarato Giuseppe Centomani, direttore centro giustizia minorile di Puglia e Basilicata - di un riposizionamento di questi ragazzi all’interno del contesto sociale i quali non si sentano più emarginati ma cittadini attivi all’interno delle loro comunità”. Sulla stessa frequenza anche il pensiero di Vincenzo Martinelli, presidente dell’associazione LiberaMENTE: “una iniziativa per cercare di far sviluppare quelle che sono le capacità di questi ragazzi e la loro voglia di lavorare con l’obiettivo di trovare successivamente un lavoro”.

 

Oreste Roberto Lanza