logo bn ultimo

  

“Ho parlato con i funzionari del Parco per un sopralluogo con il sindaco Esposito per una strategia comune”

Sulla questione Catusa, l’immobile fatiscente, da molti anni cadente, con infissi divelti, pericoloso per l’incolumità pubblica, nel quale gli unici ospiti sono le mucche che pascolano nella zona, c’è la riflessione di Domenico Pappaterra. Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Pollino dal 31 agosto 2007, Deputato, nella XIV legislatura (2001-2006), membro della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati con diverse partecipazioni ad indagini conoscitive sul "Sistema di gestione amministrativa degli Enti Parco nazionali", promuovendo, tra l'altro, la visita della Commissione nel Parco Nazionale del Pollino. Membro, tra il 1993 e il '94, della Commissione per la gestione provvisoria del territorio protetto, dal febbraio '94 componente del primo Consiglio direttivo dell'Ente Parco. Insomma di Parchi e territori montani ha una lunga esperienza. “Non c’è dubbio che le condizioni di degrado in cui si trova l’area – precisa subito Domenico Pappaterra, raggiunto telefonicamente dalla nostra residenza - devono trovare quanto prima una soluzione, perché non è tollerabile che in un’area che il Parlamento del Paese ha destinato non solo ad un’attività di conservazione e di protezione, ma anche di preservazione delle sue bellezze naturali, possano convivere situazioni di degrado di questo genere”.

 

Il Sindaco di San Giorgio Lucano, qualche giorno fa, dalle colonne di questo giornale, ha dichiarato: il Parco ha una semplice responsabilità, meglio dell'abbandono di queste strutture. Perché il Parco non verifica se c'è il problema di degrado all'interno del territorio del Parco”. Cosa si sente di rispondere? “Devo riconoscere al sindaco di San Giorgio Lucano, Esposito – sottolinea Domenico Pappaterra - un’assoluta onestà intellettuale quando dice ed afferma giustamente che il Parco non ha nessuna responsabilità diretta in ordine al degrado dell’area attorno al rifugio la Catusa. Da questo punto di vista ne ho già parlato con i funzionari e i dirigenti del Parco, sia quelli che lavorano nell’area tecnica che quelli che lavorano nell’area della conservazione, per effettuare nelle prossime settimane un sopralluogo nell’area con il sindaco Esposito per provare a concordare una strategia comune”. Il comune di San Giorgio Lucano ha presentato al Gal un progetto di 5 milioni di euro per ristrutturare il luogo e l'albergo. Il Parco lo sosterrà? In attesa di finanziamenti cosa farà il Parco per limitare la situazione di degrado? “Certamente lo sosterremo. Credo sia però necessario lavorare in stretta sinergia – continua Domenico Pappaterra - tra tutti i livelli istituzionali, anche noi come Parco nei mesi scorsi abbiamo candidato la riqualificazione dell’area la Catusa nell’ambito dei progetti del PNRR della Regione Basilicata e siamo in attesa di capire la volontà regionale”.

Quindi la strada migliore è quella di costruire una sorta di Accordo di collaborazione in base alla Legge 241 del 1990 tra la Regione e l’ente locale o gli enti locali interessati. “Certamente oltre ai comuni di San Giorgio Lucano – conclude Domenico Pappaterra - si dovranno coinvolgeranno anche gli altri due comuni limitrofi di Terranova del Pollino e San Costantino Albanese e naturalmente l’Ente Parco. Nell’ambito di questo Accordo, andremo a stabilire ciascun Ente quale ruolo dovrà avere e cosa dovrà fare e soprattutto in che modo lavorerà per puntare finalmente ad un recupero funzionale e ad una riqualificazione di quell’area che rappresenta un punto strategico soprattutto oggi che il comparto turistico all’interno del Parco del Pollino è esploso in maniera esponenziale”. Analisi e sintesi per dire: solo un’azione corale delle Istituzioni può portare sicuramente alla soluzione del problema.

 

Oreste Roberto Lanza