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Arrivati tramite drone nelle camere di pernottamento di due detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza 3

La Polizia Penitenziaria del carcere di Melfi ha ritrovato questa sera nel carcere di Melfi due micro telefoni cellulari e due smartphone completi arrivati tramite drone nelle camere di pernottamento di due detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza 3. Di seguito la nota integrale inviata da Giuseppe Cappiello, Vice segretario regionale Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria). “Il 21 aprile la Polizia Penitenziaria del carcere di Melfi dopo un’attenta e capillare indagine, con l’ausilio del Personale di Polizia Penitenziaria del Reparto e coadiuvati egregiamente dal Comandante di Reparto e dal Coordinatore dei Reparti Alta Sicurezza sono stati rinvenuti in due stanze della 4° Sezione, due micro telefoni cellulari abilmente occultati in una stanza, invece in un’altra stanza due smartphone appena recapitati tramite drone, inoltre si è riusciti a porre in arresto un complice che telecomandava il drone da un uliveto nelle vicinanze del carcere, mentre si è alla ricerca di un secondo complice.


La Polizia Penitenziaria in servizio come sempre ha mostrato eccezionale professionalità e scrupolosa attenzione nell’espletamento dei compiti affidati. L’Osapp da tempo denuncia il totale abbandono, da parte di tutti gli organi politici e ministeriali, del personale di Polizia Penitenziaria in tutti gli Istituti della Penisola, senza parlare che oramai si lavora senza organico e senza mezzi adeguati al rinvenimento di apparecchiature telefoniche, ed è solo invece oggi, come nei mesi scorsi, che solo grazie alla prontezza del medesimo personale si è evitato e si sta evitando che la Casa Circondariale di Melfi, come tutte le carceri Italiane, divengano un centro telefonico pubblico, chiaramente “illecito” trasformando gli istituti penitenziari in una sorta di “Call Center”. Pleonastico rammentare che il personale di Polizia Penitenziaria di Melfi opera in condizioni estreme per la gravissima e nota carenza di organico, soprattutto a seguito dell’apertura del nuovo Reparto AS 3 (terroristi) e del Reparto Multivideo Conferenze, e nonostante ciò, i pochi agenti presenti hanno portato a termine i propri compiti istituzionali con spirito di abnegazione e senso del dovere.

Riteniamo sia giunta l’ora che la Ministra Cartabia e il nuovo del Capo del D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) Renoldi, che proprio oggi ha avuto un primo incontro con tutte le OO.SS. rappresentative e dove l’Osapp ha esposto il malessere che oggi si vive in tutti gli Istituti di Pena Italiani, prendano e adottino i doverosi e giusti adempimenti a riguardo, così da fare in modo che la Polizia Penitenziaria abbia i giusti mezzi e le giuste norme per poter espletare al meglio i propri compiti istituzionali, così da interrompere i contatti “illeciti” con l’esterno della criminalità organizzata. L’Osapp esprime vivo apprezzamento ai poliziotti intervenuti, eroi silenti nel quotidiano per la brillante operazione di cui si sono resi protagonisti oggi e nel passato nella sempre più problematica struttura”.