logo bn ultimo

 

Albano: “Vi è stato uno scivolamento di una parete in seguito alle forti piogge degli ultimi giorni”

La Basilicata continua a registrare eventi idrogeologici. Dopo quelli di Maratea, Bella e Cersosimo, c’è da annotare un importante smottamento nel territorio di Pisticci in provincia di Matera. La frana, registrata nella località dell’ex macello, è stata causata dalle abbondanti precipitazioni cadute nelle ultime settimane. Quasi 200 millimetri di pioggia accumulati nel solo mese di novembre, hanno accentuato la fragilità idrogeologica del terreno che la scorsa estate è stato percorso da un incendio devastante che ha mandato in fumo circa 500 ettari di vegetazione. Preoccupazioni da parte degli abitanti del territorio soprattutto per coloro che abitano nel luogo che ha subito lo smottamento. Sui social molti cittadini da tempo vivono nell’incubo che possa verificarsi una nuova Santa Apolonia (il 9 febbraio 1688 una frana colpì quello che oggi è il centro storico di Pisticci i rioni Terravecchia e Casalnuovo); nonostante le tante foto, le raccolte firme protocollate, le sollecitazioni anche verbali, le rimostranze di cittadini che parlanospesso con le istituzioni, di qualsiasi colore le paure non si attenuano. L’attuale amministrazione comunale ha presentato un intervento progettuale di oltre 40 milioni di euro, che prevede la messa in sicurezza delle aree interessate dagli incendi degli ultimi dieci anni nonché una capillare riforestazione. La Giunta e l'ufficio tecnico comunale stanno seguendo costantemente l'evolversi della situazione. Il Sindaco Albano, ha già informato il Presidente della Regione Bardi, con il quale è in costante contatto per il monitoraggio dell'area interessata: “La situazione della frana verificata alla periferia della città è stazionaria. Vi è stato uno scivolamento di una parete in seguito alle forti piogge degli ultimi giorni”.

Ci saranno degli interventi ordinari estraordinari da mettere da subito in cantiere: “Il monitoraggio continuo ha l’obiettivo di capire concretamente quali sono le opere da fare nell’immediato. Intanto abbiamo interdetto la strada che porta ai luoghi interessati dalla frana. Venerdì scorso ho interessato gli organi regionali, il Presidente Bardi e l’Assessore Merra e l’ingegnere Di Bello che è a capo della Protezione Civile”. Una frana che ha interessato territorio che legano lo stesso paese: “propriocosi, sono luoghi che sono stati interessati dall’incendio del 23 luglio scorso, quindi più fragili per carenze di alberi. Abbiamo aiuto anche al dipartimento regionale difesa del suolo e per quanto ci riguarda stiamo lavorando al ripristino di alcuni canali presenti a livello della frana”.

In tutto questo c’è un progetto redatto dagli uffici comunali che prevede la messa in sicurezza del territorio, i tempi di realizzazione?
“Un progetto redatto agli inizi di novembre e presentato alla Regione che ha l’obiettivo predominante di mettere in sicurezza un territorio, quale il nostro, che di questo periodo evidenzia la sua completa fragilità e che riguarda appunto anche queste zone che sono ancora più fragili. Stiamo sollecitando la Regione a dare seguito rapidamente a questo progetto perché da soli non riusciremo a risolvere l’annoso problema che non si può limitare a soli piccoli interventi di circostanza”.

Per la circostanza vale un pensiero di Rosario Pavia, professore di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Pescara: “Il territorio ha bisogno di cura oltre che semplicemente di tutela”. Insomma la visione è quella di curare il territorio che deve diventare corsia preferenziale negli uffici tecnici dei comuni ma una priorità a livello di governo centrale. In Basilicata su questo tema c’è bisogno di fatti veri.

Oreste Roberto Lanza