Il suo motto è: “Cucinare è per tanti…non per tutti”. Una cucina semplice con materie di prima scelta

È un giovane cuoco lucano natio della Valle del Sinni. Nato 31 anni fa, originario di Senise con la passione della gastronomia, di quella cucina lucana povera ma di grande eccellenza. All’anagrafe è Rocco Marino nato con profumi di cucina, in età scolastica frequenta l’istituto alberghiero di Maratea, con le prime stagioni estive lavorative tra Basilicata e Calabria, a Tortora all’Hotel la Pineta, Castelluccio Inferiore al San Raffaele, tanto per fare alcuni nomi. Nel 2009 con il diploma in tasca parte alla ricerca di alberghi più grandi, professionali, di un certo livello con il desiderio di una concreta crescita professionale. Eccolo prima sul lago Maggiore, nella vicina Stresa al Grand Hotel Dino 4 stelle, Poi a Forte dei Marmi all’Hotel Augustus 5 stelle. Luoghi che lo formano verso il food come arte e forma di poesia.

 

Nel 2012 è già oltre i confini italiani: a Londra per capire il valore della cucina italiana all’estero con tutte le varie novità applicate al cibo italiano. Lavora in un ristorante italiano, da Peppino restaurants con lo chef Jhon Lleshi, dove apprende come nella confusione nasce la tranquillità, il rispetto tra il personale e le gerarchie, lo stress del caldo e la pressione, la precisione e il sacrificio. Qualche anno dopo in Italia con tanta esperienza e passione conia il motto della sua vita professionale: “Cucinare è per tanti…non per tutti”. Il continuo girovagare, tanti sacrifici depositati nel proprio bagaglio culturale, lo porta nell’attualità più recente a diventare chef del primo 5 stelle Luxury hotel a Bolzano, Castel Hortenberg della famiglia Podini. Un team costituito lo segue nelle sue evoluzioni gastronomiche dove giornalmente il lucano Marino mobilita tutti e cinque i sensi per creare piatti di grande qualità.

“La mia è una cucina semplice con materie prime di prima scelta – sottolinea Rocco Marino, raggiunto dalla nostra redazione - molto più pulita e più viva. Uso metodi di conservazione naturali e metodi di bassa temperatura per carne e pesce, paste fresche ravioli, tortelli, tagliatelle, tagliolini ed altre ancora, il nostro pane dev’essere sempre fresco. In questo settore (arte) non ce limite si può imparare sempre”. Un cuoco diverso da tanti; un lucano che pensa come il piatto sia un atto d’amore, una passione vera anche verso la propria tradizione di nascita. Un cuoco un po' psicologo e un po' alchimista con la bravura di dare alla sua zuppa un nome diverso ogni giorno. Del resto la cucina è una vera scienza sta poi al cuoco farla diventare una vera e appassionata poesia. Se incontri un lucano come Marino cosa vuoi più dalla vita.

 

Oreste Roberto Lanza