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La pinacoteca dell’artista Cancro, il museo la sala cinematografica in un palcoscenico a cielo aperto

Si dice sempre che viaggiare aiuta a diventare modesti. Viaggiare per arrivare in certe luoghi, oltre all’emozione, permette di incontrare persone che non presentano solo le loro diversità ma propongo al viaggiatore il poco, il buono, il semplice che hanno. Quando si arriva a Sant’Angelo Le Fratte, in provincia di Potenza, tante sono le sensazioni che affiorano alla mente, le emozioni sono diverse tutte racchiuse in una cornice di sorprese storiche, gastronomiche tutte di semplici tradizioni. Conosciuto come “il paese delle cantine”, situato ai piedi del Monte Carpineto che domina la Valle del Melandro, Sant’Angelo Le Fratte, con i suoi oltre 1400 abitanti, è un palcoscenico a cielo aperto, case e vicoli del centro storico sono abbelliti da splendidi murales e da sculture marmoree e bronzee che rappresentano la storia, gli usi e i costumi del piccolo borgo lucano.

 

Il maggior punto d’interesse di Sant’Angelo, sono senza dubbio le cantine: antiche costruzioni ricavate direttamente tra gli ammassi rocciosi, che tra loro formano uno straordinario e suggestivo percorso. Camminando tra le strette strade si arriva al municipio, palazzo Galasso, che domina la piazza che affaccia sulla Valle del Melandro. L’edificio, costruito nei primi anni del diciannovesimo secolo e in seguito sapientemente ristrutturato, fu poi donato dalla famiglia Galasso al comune. Nel cuore del Palazzo si possono ammirare luoghi di storia in fase di apertura un museo di storia locale, una terrazza dove poter ammirare i murales più belli e storici, una sala adibita per i visitatori e destinato alla visione cinematografica del luogo, ma soprattutto poter accedere alla Pinacoteca Civica “Michele Antonio Saverio Cancro”, inaugurata il 5 agosto 2017, e contenente oltre 243 opere dell’artista santangiolese di valore inestimabile e tanti altri sono in attesa di esposizione.

 

Una pinacoteca che un piano di grande bellezza e originalità: un ufficio anagrafe composto, non da nomi, ma quadri in cui sono è stato dipinto ogni singolo cittadino morto e vivente del luogo, compreso l’attuale sindaco Michele Laurino. Una chicca che nessun comune possiede. Da non perdere anche il “Presepe in Poliestere”, in esposizione permanente nella grotta del vecchio convento basiliano. C’è tanto da vedere, c’è tanto da annotare, tanto da sapere. Del resto chi viaggia senza la voglia di curiosità e l’orgoglio di capire le proprie identità e culture, non viaggia, si sposta. A Sant’Angelo Le Fratte si deve andare assolutamente almeno per sentirsi veramente lucani.

 

 

Oreste Roberto Lanza