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Evoluzione dei bisogni di salute attraverso l’innovazione e una cultura diversa di tutela

Si è svolto a Matera, presso il Palazzo Viceconte, organizzato dall’Unione Europea Assicuratori, in occasione del suo 46esimo Congresso Nazionale, il convegno dal titolo “Nuovi scenari di Welfare. Dal concetto di salute come assenza di malattia a quello di benessere e qualità della vita. Progresso medico-scientifico e nuove tecnologie per rispondere alla evoluzione dei bisogni tramite l’innovazione e la cultura assicurativa”. Convegno aperto da Domenico Sammartino, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti della Basilicata, che ha rimarcato l’importanza dell’investimento in welfare inteso come bene comune, che ponga al centro la persona e il suo benessere. Subito dopo, la parola a Giuseppe Tancredi, delegato distrettuale UEA della Basilicata, che ha sottolineato come il sistema di welfare italiano per troppi anni è rimasto statico, focalizzato quasi esclusivamente su pensioni e sanità e, a tutt’oggi, non adeguatamente strutturato per rispondere alle esigenze di una popolazione profondamente cambiata.

A seguire, Enea Dallaglio, amministratore delegato di Innovation Team-Gruppo MBS Consulting, ha approfondito le trasformazioni del welfare tra presidio pubblico, spesa privata e ruolo delle aziende. Sulla stessa frequenza l’intervento successivo di Luca Cattani, ricercatore del Dipartimento di Scienze Economiche “Marco Biagi” - Università di Modena e Reggio Emilia, che ha illustrato uno spaccato sull’evoluzione delle professioni sanitarie, anche non mediche, considerate professioni per le quali è necessario detenere un titolo di studio universitario, quindi altamente qualificate. Il Presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Salvatore Adduce, presente ai lavori, ha focalizzato il proprio intervento sull’interesse per i temi affrontati dal convegno che portano al centro dell’approfondimento i temi della cultura assicurativa la persona, connettendosi a quello che è lo spirito di Matera capitale europea della cultura.Gli interventi centrali del panel hanno riguardato, invece, due “nuove frontiere” della cura: la medicina predittiva e la medicina personalizzata. Anna Moles, Ricercatrice IBCN-CNR e Direttrice Scientifica di Genomnia, ha posto l’accento sulla Medicina Personalizzata, o di Precisione, modelli capaci di identificare la vulnerabilità di una singola persona alle malattie comuni, di misurarne il livello di rischio, di personalizzare la terapia in base alla costituzione genetica e di offrire opzioni terapeutiche basate sulla interazione dei farmaci con nuovi bersagli molecolari per assicurare il miglior esito possibile in termini di salute. Cristina De Capitani, primo tecnologo del CNR e Cluster manager Tecnologie per gli Ambienti di Vita, ha posto l’accento sull’invecchiamento della popolazione e sulla necessità di far fronte alle nuove esigenze con servizi e sistemi di cura realmente utili alle persone e allo stesso tempo sostenibili per il sistema sanitario nazionale e per la società. I lavori sono stati chiusi da Roberto Conforti, presidente UEA, che si è soffermato sul mutamento del ruolo dell’intermediario professionale capace di proporre una visione “olistica” e non “atomizzata” del concetto di salute e dei bisogni di sicurezza di persone e famiglie nella loro globalità, individuando tipologie e livelli di rischio monitorati lungo tutto il ciclo di vita. Un appuntamento che ha cercato di rispondere in maniera precisa e approfondita alla evoluzione dei bisogni di salute attraverso l’innovazione e una cultura diversa di tutela.

 

Oreste Roberto Lanza