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Ripoli, una grande sofferenza durata 15 giorni e poi sfociata in una gioia liberatoria

Chi lo ricorda? Non sono in molti ad avere ancora in mente quello che successe a partire dal 13 novembre 2003. Eppure a Scanzano Jonico – cittadina del Metapontino in provincia di Matera cominciò spontaneamente una protesta destinata a lasciare il segno. Una protesta “civile e pacifica” durata 15 giorni per dire NO alla costruzione di un deposito nazionale di scorie nucleari. Il fatto. Il governo Berlusconi fece sapere di aver deciso: il primo deposito Nazionale di scorie nucleari (quelle delle vecchie ex centrali atomiche, più i residui industriali e ospedalieri) sarebbe nato a Scanzano Jonico, nelle viscere del giacimento di salgemma sottostante rigogliosi frutteti, serre traboccanti di fragole, fichi d’india, agrumeti e uliveti. Nessuno nella zona era mai stato ufficialmente consultato, né la popolazione né le istituzioni. Cosicché da un giorno all’altro, scoppiò l’antesignana delle tante rivolte No-Tav e simili degli ultimi anni.

Con la differenza che all’epoca nessuno usò mai la violenza, e nonostante la grande, appassionata mobilitazione, decine di migliaia di persone manifestarono ininterrottamente per oltre due settimane senza mai cercare lo scontro con le forze dell’ordine. Poi la grande manifestazione del 23 novembre 2003 che mobilitò più di centomila persone, segnò la fine, o per meglio dire, il congelamento, (l’idea fa ancora capolino in documenti più o meno ufficiali) del progetto. Una mobilitazione forte, chiara e decisa che colse di sorpresa e fece arretrare il governo Berlusconi, costretto nel giro di 15 giorni a ritirare il decreto dedicato alla creazione del sito nazionale. E a Bombay, in India, si svolse una consacrazione planetaria: nel documento costitutivo della Rete Mondiale Antinucleare, Scanzano fu eletta modello di “conflitto non violento”. Una mobilitazione che si concluse appunta il 27 novembre con una vittoria di tutto il territorio che riuscirono a difendere un territorio ricco di risorse che al momento resta immune a progetti di sviluppo distorti.
L’attuale sindaco di Scanzano, Raffaello Ripoli, ricorda bene quei giorni di alta tensione : “Furono giorni in cui, per difendere la nostra terra mostrammo uno spirito unitario, con una straordinaria protesta civile e pacifica ma, al contempo, ferma ed irremovibile! A manifestare vi erano persino mamme con i passeggini, questo per dare l’idea della grande compattezza che contraddistinse la protesta! Nonostante siano passati tanti anni ancora oggi rimane nitido e vivo il ricordo di una grande sofferenza durata 15 giorni e poi sfociata in una grande manifestazione di gioia liberatoria”.

 

Oreste Roberto Lanza