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Il sindaco Campanella: appuntamento importante anche per presentare dati storici del luogo entusiasmanti

Per l’edizione 2022 ci sarà un nuovo murales dedicato, a cura dell’associazione “Ricomincio da Tre”. Castelluccio inferiore dopo due anni di stop, causa pandemia, il prossimo sabato 9 aprile, si appresta a festeggiare la notte del “Picciddèt". Un appuntamento divenuto storico per la comunità castelluccese che vuole raccontare la storia e le tradizioni di questo borgo attraverso un prodotto di eccellenza: un impasto fatto di farina e di uova che prevalentemente si preparare nell’occasione di Pasqua: può essere dolce o salato; u’ piccedde’t, in altri luoghi lucani chiamato piccillato, picciddato, piuta, culluro, cuzzola. Una grande occasione di divertimento per tutto il borgo, nel rispetto della tradizione: i classici Piccidèt saranno cotti nel “vecchio forno” del Rione Carambone, a cura dell’Associazione Auser di Castelluccio Inferiore.


Momento enogastronomico abbinato a quelli culturali, per l’occasione verrà presentato l’esito della campagna di ricerche archeologiche preliminari svolte nel territorio comunale dall’Università di Messina in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata; poi nel pomeriggio, in collaborazione con ALSIA Basilicata, l’amministrazione comunale presenterà il secondo prodotto PAT di Castelluccio: la salsiccia castelluccese. “Sarà un appuntamento importante –sottolinea Francesco Paolo Campanella sindaco di Castelluccio Inferiore, raggiunto dalla nostra redazione – dove sarà interessante presentare alla comunità i dati di questa importante ricerca archeologica svolta con la Soprintendenza della Basilicata e l’Università di Messina. Risultati entusiasmanti che certificano la presenza massiva di civiltà antiche: stiamo parlando di italici, lucani, enotri e infine di romani. Questo ci lascia ben speranze di aprire un buon capitolo turistico. Dal turismo, alla cultura e all’enogastronomia con la tradizione del piccedde’t e quello della salsiccia di Castelluccio, la vera lucanica, che rientra come secondo prodotto nel PAT”. Un percorso come obiettivo per mettere Castelluccio Inferiore al centro della valle del Mercure. “La nostra idea è quella– conclude Francesco Paolo Campanella – di realizzare una concreta progettualità che includa il nostro territorio in un punto di osservazione più ampio da parte di istituzioni non solo regionali ma anche nazionali”.