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Il Sostituto Procuratore con oltre cinque milioni di spettatori, rivelerà nuovi aspetti della sua personalità

Torna in tv (stasera su RaiUno ore 21,25) la quarantacinquenne attrice brindisina (di Latiano del segno dell’Ariete) Vanessa Scalera con la sua procuratrice materana Imma Tataranni, fiction poliziesco al femminile tratto dai libri della scrittrice e sceneggiatrice materana Mariolina Venezia. Gli episodi, ben quattro, della seconda stagione sono stati distribuiti in due parti: i primi due episodi stasera, 27 settembre e giovedì 29 settembre i secondi successivi giovedì 6 e giovedì 13 ottobre. In tutto gli episodi di questa seconda stagione sono otto, la prima stagione era composta da 6 episodi. Nella seconda stagione Imma Tataranni, Sostituto Procuratore che ha conquistato oltre cinque milioni di spettatori con la passione per le indagini, rivelerà nuovi aspetti della sua personalità.

 

Per la prima volta dovrà affrontare la crisi con il marito Pietro, (l’attore napoletano Massimiliano Gallo) compagno e confidente, l'elemento che pensava più solido della sua vita. Difficoltà, in parte solitudine e finzione nei rapporti tra moglie e marito, con cui la procuratrice di Matera affronterà i nuovi casi tra le scale e scalini della città dei sassi. In mezzo il suo amore con Calogiuri, il carabiniere interpretato da Alessio Lapice che anche in questi episodi metteranno in luce alti ebassi e tanta suspense. Episodi che nel tempo hanno colpito tante famiglie e non solo per una caratteristica importante: la libertà del personaggio nell'espressione delle proprie idee e dei propri sentimenti.

 

Un personaggio non omologata al mondo che la circonda, un look eccentrico con gli abbinamenti leopardato-zebrato. Un personaggio che in tanti, in particolari Lucani, si sono riconosciuti e continuano a riconoscersi. Un’impronta decisiva al personaggio l’ha data la brindisina Vanessa Scalera con una grande maestria teatrale dote confermata dalla sua carissima amica di Latiano Monia Denitto: “Vanessa è una che la recitazione ce l’ha nel sangue. Nel nostro gruppo è sempre stata la più autoironica, quella che ci faceva sempre ridere perché riusciva a imitare alla perfezione di tutti i nostri amici”.

Oreste Roberto Lanza