Pagine scritte a mani liberi per entrare nel profondo dei nostri pensieri e delle nostre inquietudini

Dopo la vittoria del Premio Letterario il Borgo Italiano2021 e l’ottimo piazzamento al Premio Internazionale Viareggio Rèpaci 2021 con il romanzo “Niente è perduto per sempre”, è in libreria il nuovo libro di Pasquale Gallicchio “La barca delle parole - Frammenti di un passeggero” - Delta 3 edizioni. Un pamphlet di 123 pagine per sollecitare il lettore a posare lo sguardo dove spesso evitiamo di fare. Ben 29 pensieri per dare peso, come dice l’autore stesso, alle sfumature che si affacciamo al nostro orizzonte: “guardiamo al mondo come se stessimo spiando dietro un falso specchio con l’illusione di essere protetti”. Sono pagine scritte a mani liberi per entrare nel profondo dei nostri pensieri per guardare in fondo alle nostre inquietudini cercando di trovare una luce, anche se debole, che potrebbe lacerare le tenebre del nostro vivere quotidianamente.

 

“L’opera - afferma Pasquale Gallicchio - comprende in una prima parte 29 scritti che cercano di interpretare i sentimenti che si provano di fronte al tempo sospeso che stiamo attraversando. Brevi storie che spaziano dalle angosce per un mondo scosso dalla pandemia, alla ricerca di risposte di come affrontare il dopo”. Non poteva mancare l’amore per i luoghi e i paesi che stanno scomparendo, e alla necessità di ritrovare una nuova intesa con la natura. Tra i diversi scritti, il lettore, potrebbe essere catturato dalla parola Cambiamento: “l’essenza del cambiamento è nel sentirsi libero. È spezzare i fili che mi tengono prigioniero come una marionetta”. Oppure il titolo Certezze: “la natura si riprende ciò che l’uomo abbandona. Abbiamo ignorato i segni del dolore apparsi sul corpo del pianeta”. Interessante “Mezzogiorno”: “il Mezzogiorno è un animale ferito che per difendersi attacca. Non interessa la resistenza di chi rimane e di chi va via per non tornare. Per rifare il mezzogiorno c’è bisogno di unire i Mezzogiorni”. Emozionante lo scritto “Paesi”: “sono punti cardinali di un risveglio necessario.

 

I vicoli possono dare doni inattesi. I paesi non sono buchi neri sulle cartine geografiche. Barche lasciate in secca dalla bassa marea del progresso. Sanno ancora raccontare le mutazioni della natura, regalare un ritaglio di cielo libero dalla prigionia dei palazzi”. Da leggere con attenzione “Pianto”, Terremoto, Vecchi e Vino: “gustare il vino è scegliere una poesia, donare emozioni all’anima. Il vino è anche l’assassino del dolore, fa sprofondare nel sonno che non è riposo e allontana il pensiero di cosa sarà domani”. Uno scritto senza maschere con l’intento di andare in profondità discorrendo con il proprio Io. Un’attività penetrane per riflettere, riconsiderando il tempo vissuto, cercando di andare oltre i pensieri inutili di un tempo liquido assorto in sonno che profuma quasi come una morte.

 

Oreste Roberto Lanza