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Turismo religioso, pubblica amministrazione e cultura religiosa

Il 5 dicembre 2019, presso la sala stampa della Camera dei deputati è stato firmato un importante protocollo d’intesa tra 25 comuni italiani che venerano il culto di Sant’Egidio, presente anche il borgo lucano di Latronico. Santo greco nato nel 650 dopo Cristo, eremita di un monastero nel sud della Francia, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, Egidio patrono dei lebbrosi, degli storpi, delle nutrici, dei pastori, è una figura di Santo divenuta molto popolare nel Medioevo in seguito a numerose leggende, ma del quale non si hanno notizie sicure. Il libro del sindaco di Linguaglossa, comune in provincia di Catania, Salvatore Puglisi, nella sua tesi di laurea, come studente e come primo cittadino detta, con molta semplicità e chiarezza di scritto, i percorsi che affratellano alcune municipalità della nostra penisola intorno a Egidio. Dalla Valle d’Aosta, di quella che un tempo era la Magna Grecia, passando per le zone dell’Appennino centrale, coinvolgendo la preziosa opera della Comunità di Sant’Egidio in Roma.

Ben oltre cento trenta pagine che sembrano essere un vero sprone perché un certo passato non rimanga lettera morta, o, ancor peggio, non si perda nella memoria odierna. Ricordare Sant’Egidio, per l’autore Puglisi, sembra essere un impegno preciso per un Santo che nel passato ha avuto tanti riconoscimenti nella storia europea ma che la memoria rischia di affievolire. Colpiti dall’immobilismo della paura di questo tempo senza senso, schiacciati su un eterno presente che non sa guardare al futuro con una visione, tornare alla fede con memoria è operazione importante quella promossa dall’autore con la sua tesi. Con i “cammini di Sant’Egidio”, il sindaco di Linguaglossa attraverso un turismo religioso riesce ad accogliere ben 25 centri cittadini e luoghi di culto associati al nome di Egidio puntando a metterli in rete tutti.

Tra questi anche Latronico, borgo lucano che da sempre venera il santo dei deboli, il patronus medievale, l’amicus della contemporaneità attraverso il miracolo della manna che si ripete in uno o più venerdì della quaresima quando un affresco presente in una parte laterale della chiesa raffigurante Sant’Egidio penitente nell’eremo, trasuda la manna, sostanza incolore segno di protezione del Santo verso la propria comunità. Sono belle pagine, piene di curiosità, di storia, emozione, tanta fede con lo spirito di elaborare un cammino santo intorno ai territori di Egidio. Riscoprire il significato vero del viaggio, come un “Grand Tour”, in cui fare esperienza di Dio. Sant’Egidio come motore di un viaggio intenso diverso dalla nostra contemporaneità come, avventura, ritrovo gastronomico, ma, alla ricerca della verità e della felicità verso il senso vero della bellezza. Viaggiare con Sant’Egidio per l’autore e forse riscoprire il modo vero di camminare insieme: affermare la propria libertà assecondando la propria curiosità per interessi non solo educativi, scientifici, storiografici, ma anche come approfondimento di fede.

 

Oreste Roberto Lanza