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Pagine per continuare a tenere tra le mani un passato di cose vere

L’ultimo impegno letterario del francavillese Antonio Capuano ha un significato rilevante ed importante: cercare di non dimenticare un mondo scomparso alla vita della nostra povera attualità. “Tra Vìglje e suònne” editore Capuano, da dicembre scorso nelle librerie della valle del Sinni, vuole essere strumento di sprone per continuare a tenere tra le mani quel passato che aveva nell’essenzialità le cose vere di un modo di vivere semplice e composto. Ben 50 racconti tra il vero, lo scherzoso e l’arguto, semplicemente raccontati con inchiostro accuratamente intinto nel semplice bianco della pagina utilizzando il linguaggio strettamente dialettale francavillese. Vero quello che, nell’introdurre il proprio scritto, dice l’autore: “è una raccolta di testimonianze del Novecento, ascoltate e vissute, che si aggiungono alla storia del nostro paese e della Lucania”. Personaggi buoni e cattivi si alternano per farci capire i momenti di comunità passati, di tempi ormai lontani dal nostro cuore e anche da una visualità scarna di contenuti. Ci sono racconti veri, ricchi di realtà dove alla fine la fantasia è soltanto zucchero a velo per decorare con buon gusto un buon prodotto scritto con animo e passione per la sua terra.

 

Quella terra, il suo paese dove il sentimento dell’attenzione e della benevolenza è stata sempre a corrente alternata o per fini individualistici senza mai riconoscere le qualità di eccellenza che Antonio Capuano, scrittore, soprattutto poeta, ha sempre donato alla terra di Lucania, Francavilla in Sinni in particolare, in termini di segreti culturali di un mondo antico mai vetusto. Oltre cento pagine di racconti simpatici e alcune volte divertenti scritti con una verve umoristica ma soltanto con l’intenzione di tenere il lettore legato al racconto permettendogli anche di entrare facilmente in quegli ambienti di un vissuto che per molti produce un forte sentimento di nostalgia. Per i nati e vissuti a Francavilla in Sinni, le pagine vengono sfogliate con la dovuta lentezza perché con alcuni racconti si viene colti in fragranza del ricordo e di un vissuto messo in luce anche dalle foto allegate.

 

Ha ragione Antonio Capuano quando sul finire della sua introduzione dice: invito a leggere con calma questi racconti, che ci faranno correre meno e ci faranno amare meno quel Dio-denaro che non ci fa vivere più in pace e non ci fa amare il prossimo”. Proprio così. Un libro con un messaggio educativo e un tocco di grande fede: gli uomini del Dio- denaro muoiono disperati, i poveri e gli onesti chiudono gli occhi affidandosi con amore alle mani del Signore”. Un impegno letterario che sia per Antonio Capuano motivo di riconoscenza da parte di tutti per il suo lavoro e impegno senza respiro per questa nostra terra. In primis Francavilla in Sinni gli riconosca finalmente un tributo vero e sincero senza affidarsi agli ipocriti pensieri del tempo della morte.

 

Oreste Roberto Lanza