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Autori Anna Monia Alfieri e il martinese Angelo Lucarella

Un pamphlet scritto in maniera semplice con una lettura agevole. L’impegno letterario di Anna Monia Alfieri e del martinese Angelo Lucarella. “Nessuno può definirci. A futura memoria (Il tempo del coraggio). Analisi e riflessioni giuridiche sul Ddl Zan”, edito da Aracne, nelle sue oltre 100 pagine analizzare, con giuste riflessioni giuridiche il cosiddetto Ddl Zan- misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità. Approvato alla Camera dei Deputati e trasmesso al Senato della Repubblica il 5 novembre 2020 affinché vi iniziasse il relativo iter di disamina bloccato al Senato, nell’ottobre 2021 con 131 contrari e 2 astenuti, con la cosiddetta “tagliola”, ovvero la proposta di non passare all’esame degli articoli del Ddl Zan. Un testo di 10 articoli che si riallaccia alla legge Mancino che contrasta i reati di razzismo e prevede il carcere da uno ai quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica. Le pagine contengono la narrazione politico-giuridica della legislatura XVIII che ha fatto registrare il tema come uno dei più incandescenti e delicati all'interno del dibattito pubblico nazionale. Interessante l’introduzione del magistrato Carlo Nordio: la proposta Zan, proprio perché formulata in modo tecnicamente imperfetto, incerto e ambiguo, vulnera i principi di tassativa e certezza della legge penale ed espugna ogni sacerdote, come ogni credente, al rischio, se non proprio di una condanna, quantomeno di una denuncia”. Suor Anna Monia Alfieri(laureata in Giurisprudenza, membro della Consulta Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della C.E.I) e Angelo Lucarella (avvocato, saggista, vice presidente coordinatore della Commissione Giustizia del Ministero dello Sviluppo Economico, oltre che collaboratore di Italia Oggi, il Sole 24) hanno cercato di offrire punti di vista giuridici per poter aiutare i cittadini a riflettere partendo da domande fondamentali.

 

Cosa porta il normatore italiano a volere definire per legge alcuni aspetti della sfera più intima della persona come l'orientamento sessuale, affettivo? Con quali confini potrebbe fare i conti la libertà di espressione (ben tenuto conto della genetica inviolabilità giuridico-costituzionale di essa), laddove dovesse essere approvato il disegno di legge ed entrare, successivamente, in vigore? Cambierà il ruolo educativo che lega la scuola alle famiglie? È con questa raccolta di analisi ed interventi sul tema che i due autori, grazie anche ad un approfondimento finale inedito, offrono spunti di riflessione con un unico fil rouge: la Costituzione a cui occorre rifarsi. Senza dimenticare l'elemento essenziale da cui partire: nessuno può definirci. Un lavoro serio, attento con l’obiettivo di dare un senso giuridico chiaro ad una proposta di legge pur basata su nobili intenzioni, come formulata, ma che potrebbe portare a distorsioni del sistema e cortocircuiti all’ordinamento.

 

Oreste Roberto Lanza