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Una Matera invernale e inquietante, fa da sfondo a una corsa contro il tempo alla ricerca della verità

Se giallo deve essere, giallo sia. Diceva lo scrittore e giornalista britannico, Gilbert Keith Chesterton, parlando di gialli che: “l’essenza del romanzo consiste nell'imbattersi in fenomeni visibili la cui spiegazione è nascosta; è questa, se ci si riflette bene, l’essenza di ogni filosofia”. I gialli veri sono quelli che complicano le soluzioni e non danno certezze subito, solo seguendo il filo pagina, pagina e superando lo scoglio della sorpresa, portano il lettore in mare aperto dove solo all’orizzonte si comincia a vedere la giusta alba della soluzione. Più che un modo di scrivere, il giallo, quello della giornalista lucana Piera Carlomagno è un modo di stare nel mondo. Nel suo ultimo impegno letterario “Nero Lucano”, edito da Solferino, Piera Carlomagno, ha messo dentro molto giallo, molto nero, soprattutto molta Lucania. Il protagonista, a differenza di altri gialli, non è il detective e nemmeno l'assassino. Il personaggio principale sono i cadaveri e una patologa/antropologa Viola Guarino: “infallibile non solo nell’esaminare i cadaveri, ma anche nella lettura delle anime”.


Paradossalmente Corrado Basile, procuratore di Matera, e Loris Ferrara, sostituto procuratore, vengono letteralmente guidati dalla patologa nelle indicazioni prima indiziarie e poi concrete che portano alla soluzione finale con molte soprese. Un giallo che si sviluppa sull’asse territoriale, Grottole, in provincia di Matera, Montalbano Jonico e Aliano legati tra di loro da cadaveri famosi e meno famosi. La cornice è tutta rosa; spiccano in particolare Leda Montessori, Lia Guidi, moglie e amante dell’ingegnere di Grottole personaggio più autorevole dell’intera vicenda. Ma una donna resta protagonista veramente e si affaccerà sul palcoscenico quando i contorni si faranno più vividi e chiari. L’arma del delitto: un’accetta? Delitti di impeto?
Il lettore ne potrà avere conferma solo leggendo attentamente il libro. Intorno una storia di pale eoliche, di petrolio, smaltimento di scorie ammantata dalla solita presenza della massoneria lucana, quella che uccide senza far rumore, le caste storiche di questo povero territorio. Per catturare un Killer alcune volte bisogna seguire la pista della rabbia. Un indizio come indicatore da incastrare in un puzzle che si rivela, nella lettura, un vero rompicapo. In tutto questo un panorama di una Matera invernale, di uno straordinario fascino tra tempeste e gravine tutto legato dalla corsa contro il tempo sulle tracce di un serial killer implacabile. Un libro dalla lettura semplice, disegnato con dovizia di particolari e una goccia di fantasia che non fa male all’ambientazione ben raccontata. Una controindicazione: un libro da leggere di notte, nel pieno silenzio per poter immaginare, introdursi negli ambienti, ascoltare molto meglio i pensieri degli indagati. Nel leggere il libro di Piera Carlomagno si crea subito una dipendenza che non nuoce, ma alla fine si è data cura al piacere della lettura.

 

Oreste Roberto Lanza