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Servizi “green”, aumento della paga oraria per alcuni operatori ed assistenza psicologica

Sono stati pubblicati in tutt’Italia i nuovi bandi per la gestione dei migranti nei vari centri di accoglienza predisposti, ma un’amara sorpresa ha destabilizzato i conti pubblici. In questo 2021 oltre per il numero degli arrivi assai più alto degli ultimi anni il capitolo immigrazione rischia di essere una bella botta sui conti pubblici perché il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha rialzato i rimborsi notevolmente e generosamente verso i gestori i costi della accoglienza. Tutto è contenuto in un suo decreto ministeriale di febbraio a cui ovviamente si sono dovute adeguare le varie prefetture che stanno predisponendo i bandi secondo le nuove regole. Il ministro dell'Interno ha deciso di raddoppiare rispetto a quel che era fino al 2020 compreso il kit di primo ingresso per singolo migrante, che passa appunto da 150 a 300 euro di costo. Ma molte altre voci dei costi di gestione sono state in realtà aumentate, tra cui quelle del personale e altre che non esistevano sono state introdotte, come la sostituzione “ecologica” delle stoviglie usate per i pasti dell'accoglienza con l'introduzione di “stoviglie monouso biodegradabili e compostabili che da sole valgono 0,60 euro al giorno di costo in più per ogni migrante ospitato. Previsto anche un incremento del costo della fornitura dei pannolini per neonati fino a 30 mesi di età. Non è molto, ma sono altri 15 centesimi in più in media per ogni ospite dei centri di accoglienza, indipendentemente dalla presenza di minori all'interno. Il risultato è che alla fine il costo dell'accoglienza da quest'anno è tornato a lievitare come ai tempi in cui questo faceva scandalo e si moltiplicavano le inchieste sul business della gestione dei migranti da cui, si diceva, si ricavavano più soldi che trafficando con la droga. L'ex capo delle coop che furono travolte dall'inchiesta battezzata dai pm Mafia capitale avrà anche esagerato allora, ma certo ha reso bene l'idea dei begli affari che si facevano con la gestione dei centri migranti. Poi è arrivato il governo giallo-verde, con Matteo Salvini e Luigi Di Maio che avevano cavalcato le polemiche sul business della gestione dei migranti, tagliando i costi fissi giornalieri dei centri di accoglienza. La Lamorgese ha rialzato e non di poco quel limite, sia pure con incrementi che variano a seconda della capienza dei centri di accoglienza. Un centro da 50 posti all'anno che costava 389.637 euro, con gli aumenti stabiliti ora arriva a costare 524.505 euro, vale a dire il 35% in più rispetto a prima. Un centro da 100 posti che costava 921.625 euro, ora arriverà a costare ogni anno 1.210.340 euro, con un incremento del 31,32%.Aumentando i posti si dovrebbero ottimizzare i costi giornalieri pro capite e così in effetti avviene per i centri con 300 occupanti il cui costo annuale a pieno regime passa da 2,7 a 3,1 milioni di euro con una crescita del 13,78%. Ma crescendo ancora avviene l'esatto contrario: con 600 posti fino all'anno scorso (prezzi erano quelli dell'ultimo decreto Salvini) il costo annuale era di 3,8 milioni di euro, questo ora arriva a salire a 5,54 milioni di euro, con un incremento del 44,13%. Lievitazione di costi simile per i centri di accoglienza di 900 posti, che ai contribuenti oggi con la scelta della Lamorgese, verranno a costare 8,1 milioni di euro l'anno rispetto ai 5,6 milioni che costavano prima: incremento del 44,08%. Oltre ai servizi “green” che prima non venivano offerti, sono i costi del personale divisi per migrante a lievitare di più. In piccolissima parte perché si offre qualcosa di più alla paga oraria di alcuni operatori. Ma soprattutto perché si offre ai migranti ospitati nei centri italiani un servizio in più che non era previsto e che costa assai: quello dell'assistenza fornita da psicologi che operano con i migranti ben 8 ore a settimana nei centri fino a 50 posti, 16 ore in quelli fino a 100 posti, 24 ore a settimana in quelli fino a 300 posti e così a salire. La presenza oraria dovuta dagli psicologi è identica a quella degli assistenti sociali che spesso forniscono un sostegno non dissimile. Alla fine con sbarchi che hanno triplicato gli arrivi rispetto al 2020 e decuplicato rispetto al 2019 e in media costi di accoglienza che aumentano di almeno un terzo rispetto al passato, la voce “immigrati” nel bilancio dello Stato italiano sembra tornare ai suoi massimi in un anno già economicamente complicato. Intanto, il tema migranti sembra non essere tra i punti più spinosi della nuova maggioranza e persino Salvini sembra aver rinnegato il suo credo in fatto di porti chiusi. Con Draghi «abbiamo perso di vista l’orologio. Un’ora e mezzo di confronto su tanto se non su tutto. Sostanziale condivisione e soddisfazione per quello che si sta facendo. Stiamo dando agli italiani ottimi risultati: abbiamo parlato della riforma del fisco e della giustizia e del senso dei referendum. Scuola, Europa, banche, disabilità: un confronto a 360 gradi, utile e da tenere di frequente per arrivare a una crescita più sostenuta» afferma Matteo Salvini ieri all’uscita da Palazzo Chigi dopo un importante incontro con il presidente del Consiglio. “Con Draghi abbiamo parlato anche di immigrazione. L’Italia non può essere lasciata sola e non può essere trattata come il campo profughi d’Europa. Da questo punto di vista con Draghi siamo assolutamente in linea”. Mario Draghi affronterà presto un difficile negoziato in Europa, in vista del Consiglio europeo del 24-25 giugno. L'obiettivo è portare l'Unione Europea ad investire - politicamente e finanziariamente - sui Paesi costieri del Nord Africa.

 

Silvia Silvestri


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