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I contenuti dell’assemblea regionale che si è svolta l’11 maggio a Matera 

La cooperazione è il motore con cui innescare l’inversione della tendenza demografica, del dissesto idrogeologico, del degrado del capitale culturale e paesaggistico delle aree interne. Un motore già rodato che, anche nelle fasi più dure della pandemia, ha garantito l’erogazione dei servizi essenziali alle fasce di popolazione più fragile, ha saputo arginare l’impatto della crisi, ha contribuito alla tenuta dei territori, in particolare di quelli marginali. Se ne è discusso nell’assemblea annuale di Legacoop Basilicata, che si è svolta a Matera l’11 maggio ed è stata l’occasione per un’iniziativa specifica sulle aree interne.


“La cooperazione vuole farsi promotrice e catalizzatrice di processi di sviluppo e di progettualità specifiche – ha dichiarato, nella sua relazione, il presidente regionale di Legacoop Innocenzo Guidotti – e vuole apportare il proprio contributo per consentire alle zone con minori opportunità di inserire quella marcia in più che le spinga a riorganizzare i servizi, a elevare il livello di benessere, a ridisegnare il proprio futuro”. “Le aree interne sono il tema dei temi”, ha chiosato Elena Torri, program manager del progetto CreAree del Consiglio Regionale Unipol, chiamata a un focus specifico sul tema. “Una maggiore conoscenza degli strumenti tecnici, l’animazione dei territori e, soprattutto, la capacità di fare rete – ha rimarcato – segnano il discrimine tra l’andare avanti e il restare fermi”.
Cooperative di comunità e comunità energetiche sono, ad esempio, due modelli virtuosi di partecipazione che esaltano il protagonismo degli abitanti. Con le risorse iniettate dal Pnrr e con la nuova programmazione comunitaria, la Basilicata ha adesso l’occasione irripetibile per inserire le aree interne in una strategia ampia di rilancio dell’intero territorio. “Per ottimizzare l’utilizzo dei fondi e affrontare questa fase con rapidità e coesione, occorre però rinsaldare subito il patto tra pubblico e privato con una struttura di raccordo tra Regione e partenariato, un tavolo per elaborare politiche efficaci e accelerare i processi”, ha chiesto Guidotti. “Il rischio concreto è che le risorse stanziate dal Pnrr vadano esclusivamente alle grandi imprese in grado di rispettare gli stati di avanzamento – ha evidenziato Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop – producendo pochi risultati in termini di recupero delle fratture e di capacità di combattere le diseguaglianze”. “Quello che ci sarà di strategico allora nel Piano nazionale di recupero e resilienza, il suo vero lascito, potrà allora essere la capacità del Governo di fare le riforme strutturali che resteranno anche dopo”. Pandemia, guerra, energia: il contesto attuale si presenta come un allarme continuo. “Ma abbiamo il dovere di immaginarci oltre il dramma”, ha continuato Lusetti. “Alcuni temi, come quello fondamentale della sostenibilità ambientale, sembrano accantonati. L’unica risposta alla crisi energetica è quella delle fonti alternative e rinnovabili, non dobbiamo dimenticarlo”. Sostenibilità ambientale da un lato, sostenibilità sociale ed economica dall’altro. “Tutta la Basilicata, come i quattro/quinti dell’intero Paese, possono essere considerati area interna. Per frenare lo spopolamento occorre accantonare gli egoismi, con spirito cooperativo. La nostra capacità naturale, innata, di collaborare – ha concluso – la mettiamo allora a disposizione delle comunità”.
L’assemblea, finalmente in presenza e molto partecipata, è stata coordinata dal direttore Nello Onorati e ha visto un dibattito in cui sono intervenuti i responsabili settoriali di Legacoop Basilicata ed esponenti dei sindacati e delle associazioni imprenditoriali.