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Lo stop ad auto a combustione dal 2035 ha bloccato il mercato auto e non risolve problemi ambiente

“Quando sta accadendo nello stabilimento Stellantis di Melfi con la previsione di migliaia di esuberi, per ora cosiddetti temporanei, è il risultato di una miope scelta politica che Forza Italia ha contrastato al Parlamento Europeo, in primo luogo con l’iniziativa dell’europarlamentare e coordinatore nazionale Tajani, e continuerà a contrastare nel Parlamento italiano e nelle Regioni dove sono presenti stabilimenti di auto.”
È quanto ha dichiarato Francesco Cupparo, esponente di Forza Italia ed assessore regionale.

“Tutto ha origine -continua Cupparo- dalla decisione di Parlamento europeo e Commissione europea di procedere allo stop di vendita delle auto a combustione dal 2035, per favorire la diffusione delle auto elettriche (e a idrogeno, in futuro). Una decisione presa, con troppa leggerezza, senza tenere conto degli effetti, perché non si può pensare di raggiungere l’obiettivo, da tutti condiviso, di eliminare le emissioni di gas inquinanti nell'atmosfera per favorire la transizione ecologica senza tutelare i posti di lavoro.

L'Europa è responsabile solo dell'8% delle emissioni di CO2 a livello mondiale e la lotta per il cambiamento climatico deve andare di pari passo con la difesa dell'occupazione. Inoltre, l'Europa si sta muovendo da sola rispetto al resto del mondo, producendo un grande sforzo che però non avrà impatti significativi sui cambiamenti climatici del pianeta.

È veramente davvero irresponsabile il comportamento del Pd e della sinistra che esultano per le scelte europee e non perdono occasione per sottolineare il proprio ruolo svolto in questa vicenda che di fatto dà un duro colpo ai lavoratori del settore automobilistico, senza nemmeno porsi il problema di come realizzare le condizioni di rioccupabilità dei lavoratori di Melfi (e degli altri stabilimenti) in esubero. Una posizione ancor più grave perché Pd e sinistra da sempre si considerano gli “unici” sostenitori dei lavoratori e difensori del mondo del lavoro.

Ed è il caso di ricordare che il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani si era dichiarato disponibile ad un’azione di mediazione.

Per Forza Italia ci deve essere dunque una giusta strategia che punti al cambiamento climatico senza penalizzare i posti di lavoro del settore auto e dell’indotto. Inoltre, si toccano gli interessi industriali del nostro Paese, che è la seconda manifattura di Europa insieme alla Germania e dobbiamo tenere conto di quali sono le conseguenze per l'industria, anche di scelte che rischiano, a causa di una tempistica troppo accelerata, di fare dei danni all'industria dell'acciaio, della chimica, della ceramica e della carta.

Il paradosso è che tutto questo favorirà il mercato delle auto cinesi. Ecco perché sosteniamo che tutti questi elementi avrebbero dovuto portare a maggiore prudenza.

Forza Italia si continuerà a battere affinché si difenda l'industria dell'automotive in Basilicata e nell’intero Paese e si impedisca una difficile situazione che rischia di mettere in cassa integrazione e far perdere il lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori in tutta Europa”.