“Il termine tosto lo merito perché cerco di essere concreto in tutte le cose che faccio”

"Al mio segnale scatenate l'inferno". Vi ricordate la famosa frase del generale romano Massimo, nel film il Gladiatore, utilizzata per spronare l'esercito romano prima della battaglia? Anche il Presidente del Potenza calcio, Salvatore Caiata, da qualcuno definito il generalissimo del calcio lucano, negli ultimi tempi ne ha mutuato anche le giuste sonorità. E allora ecco scatenarsi tante e diverse voci: cessione della società, sostegno da parte di un gruppo di imprenditori, sembra addirittura che a breve un'altra importante figura possa entrare per dare man forte al resto della comitiva. Il dato di fatto che il campionato 2020/2021 è stato pieno di emozioni esaltati, alla fine, con una ricca verve di passionalità si è raggiunti l’obiettivo: conservare la categoria.

Ma il punto ora è: proseguire per il quarto anno insieme con il club di via Sauro? Possibile cessione, questione stadio non ancora risolta, il rischio che gli incombenti lavori che interesseranno l'impianto cittadino potrebbe dirottare il Potenza verso il Curcio di Picerno a partire dalla prossima stagione. Il primo problema sembra prevalente su gli altri. I tifosi e la Potenza perbene vuole sapere il pensiero del Presidente Caiata.

“Salvare la categoria – esordisce subito Salvatore Caiata - spero che sia servito per fare anni più importanti negli anni successivi. Chiaro che le grosse ambiguità, incertezze dell’impiantistica sportiva non escludono di andare a giocare a Picerno”.

Entriamo per un momento nel film di questa stagione che è stata piena di preoccupazioni. Prima Mario Somma. Vengono ceduti i giocatori più esperti che avevano costituito l'ossatura della squadra nelle due stagioni precedenti, poi arriva Ezio Capuano. Si fanno degli acquisti, ma il bilancio complessivo resta magro. Dopo il match contro la Casertana della ventitreesima giornata anche Capuano viene esonerato. Un esonero all’improvviso e non chiarito fino in fondo. Alla fine il suo tocco magico, l’arrivo di Fabio Gallo. “Veda l’arrivo di Gallo a Potenza – sottolinea Salvatore Caiata – è stato un miracolo. In quel momento della stagione non avrebbe mai preso in considerazione la nostra destinazione. Gallo a Potenza è come Allegri a Crotone. Fabio ha deciso di accettare solo in un momento particolare, quando la stagione volgeva al termine e la squadra era cambiata di organico. Si sono incastrate una serie di condizioni che hanno permesso di motivare il suo arrivo a Potenza altrimenti non ci sarebbe stato”.

Alla fine della partita del Monopoli si è definito un “Presidente tosto” forse per dire: quello che dico faccio e realizzo. Sulla questione stadio è finita qui oppure ci sono margini che alla si possa realizzare un'altra sua speranza? “Il termine tosto lo merito perché cerco di essere concreto in tutte le cose che faccio. È un mio modus vivendi, avevo promesso la salvezza e credo che anche questa volta ho tenuto fede alla mia promessa. La questione stadio è una questione che non mi appassiona più, del resto per fare cose importante ci vogliono le giuste sinergie, convergenze di vedute e interessi. In sintesi siamo ancora troppo piccoli nella mentalità nella voglia di crescere, di saper volare alti, purtroppo”. Qualcuno ha detto sarebbe bello andare in B con Caiata. Dica la verità è un sogno o una speranza oppure la speranza di realizzare un desiderio. “Quella della B è il mio sogno accarezzato la scorsa stagione e ne sono rimasto dispiaciuto come anche sul fatto che non mi hanno seguito sul progetto dell’impiantistica sportiva. Diciamoci la verità: per arrivare in serie B devi pianificarla insieme con l’impiantistica sportiva. Altrimenti sono solo chiacchiere e le chiacchiere non mi hanno mai interessato”. Nelle sue parole e nella sua voce resta un Presidente legato alla sua terra e al suo Potenza che vorrebbe continuare a portare a livelli alti. Questo presidente va tenuto stretto ma va anche tutelato ed esaltato dalla Potenza perbene e dalla politica progettuale. Qualcuno dovrà pur ascoltare.

 

Oreste Roberto Lanza